La scoperta del poeta

la scoperta del poeta

Un giovane poeta, secondo l’antica tradizione, viveva solo, in una remota torre d’avorio che aveva un’unica finestra, sempre chiusa e oscurata da imposte tarlate.
Come tutti i poeti ormai fuori moda, era tanto triste. Ogni giorno si poneva domande senza risposta sul mondo, la vita, l’uomo, l’anima, Dio…, finchè per sfuggire a queste disperate elucubrazioni, non decideva di rifugiarsi nel mondo irreale e meraviglioso della fantasia.

Immaginava spettacoli straordinari per bellezza o crudeltà, si esaltava nel sognare imprese audaci e finora intentate, nel rappresentarsi le più perfette e armoniose forme che mai arte umana o divina avrebbe potuto creare…..
Ma, prima o poi, anche questo mondo fantastico gli veniva a noia, la sua immagine si esauriva, ed egli si sentiva più che mai triste e disposto a scrivere solo i versi più tetri.
Una sera, proprio mentre si accingeva a versare copiose lacrime d’inchiostro, notò sulla candida pagina intatta, un punto nero.
L’osservò da vicino, ma questo… si muoveva!
Lo seguì oltre il margine del foglio, provò ad afferrarlo… ma gli sfuggì dalle dita, mostrando due pellicole trasparenti che lo portarono verso la finestra, chiusa da oscure persiane.

Incuriosito, il poeta spalancò le imposte chiuse da sempre, quasi rispondendo alla tacita richiesta dell’essere sconosciuto.
Ne seguì il volo con gli occhi finchè scomparve: ma il suo sguardo affascinato non riuscì più a staccarsi dalle immagini che gli erano apparse miracolosamente nell’istante in cui la sua finestra, per la prima volta si era aperta sul mondo.

(Rosella Vacchino, da la Morale della Favola.)

“Nella nostra epoca travagliata, occorre più che mai distogliere gli occhi dal giornale quotidiano per alzarli verso quel giornale eterno le cui lettere sono le stelle, il cui contenuto è l’amore, e il cui redattore è Dio.”

briciole di vangelo

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