Una condotta in­nocente, immune da calunnia

Una riflessine sui genitori di Maria

Gioacchino e Anna erano giusti e puri da ogni mac­chia di peccato; trascorrevano la vita piamente; aveva­no, quindi, davanti a Dio e agli uomini, una condotta in­nocente, immune da calunnia e piena di pietà. Erano zelanti nella preghiera, nel digiuno e nell’astinenza, de­voti alla legge; formavano una famiglia assidua al Tem­pio, piena di carità, instancabile nel lavoro, e di conse­guenza molto ricca di beni. Dividevano in tre parti il reddito annuale delle loro fatiche: destinavano la prima parte al Tempio di Dio, ai sacerdoti ministri del Tempio; la seconda parte essi la dividevano tra i poveri e gli in­digenti; la terza parte serviva per loro, per la famiglia e gli ospiti. Avevano così regolato la loro vita in tutto, e avevano vissuto insieme piamente, dedicandosi alle buone opere per ben vent’anni. Non avevano figli, poi­ché il seno di Anna era chiuso per la sterilità. Conveni­va infatti alla madre e a colei che fu l’inizio dei prodigi nascere prodigiosamente da seno sterile, come Maria stessa doveva prodigiosamente e verginalmente mette­re al mondo il Verbo di Dio, ed elevarsi dal gradino infe­riore della sterilità a quello superiore del parto vergina­le (Sinassario di Ter Israel, testo della chiesa armena ri­salente al xiii secolo, in Testi mariani del primo millen­nio, Roma 1991, iv, 636s.).