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Tutte le volte che mi capita di guardarmi le mani mi viene voglia di pregare. È una cosa che ho ereditato dalla suora dell’asi­lo, che è pur sempre il posto dove si imparano le cose essenziali per la vita. Suor Luigia ci diceva: «Pregare è la cosa più semplice del mondo. Basta guardarsi le dita della mano. Il pollice, che è il dito più vicino, ci ricorda di pregare per le persone che ci sono più care e più vicine. L’indice serve a mostrare. Rappresenta tutti coloro che ci fanno da maestri e che hanno delle respon­sabilità nei nostri confronti. Il medio è il più alto, perciò simboleggia le persone importanti e i leader in ogni settore della vita. L’anulare è il più debole e rappresenta quindi i malati o coloro che si trovano in difficoltà. Il mignolo è il più piccolo e sta per quelli che sono piccoli e poco considerati». Se mi vedete assorto con le mani in mano, allora, sappiate che sto pregando. Fa pregare il tuo corpo e il tuo corpo farà pregare.

Bruno Ferrero – Ci sarà sempre un altro giorno