Sale e luce
Avete mai pensato che il primo verbo del sale è quello di sciogliersi, di fondersi, di confondersi? Anzi, se non si fonde, la vivanda non è buona. «Voi siete il sale», voi dovete sparire, confondervi. Prima c’è l’immagine di quello che scompare e poi di quello che si vede: voi siete il sale che scompare, voi siete la luce che appare. Vedete la meccanica, la dialettica? Il primo verbo del sale è quello di sciogliersi e più si scioglie più dà sapore, dà senso alla vita, dà gusto, come il gusto di mangiare, il gusto di vivere sempre dipende dal sale. Poi conserva, preserva, disinfetta, uccide i microbi, rimargina le ferite, purifica. «Voi siete il sale della terra». Signore, che coraggio! Più questo si avvera, più si avvera la seconda immagine: «Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria». Ecco, una traccia appena, delle indicazioni per riflettere, per meditare e per sperare che tutto questo si avveri ancora (D.M. TUROLDO, Oltre la foresta delle fedi, Casale Monf. 1996, 139s.).

