Atti degli apostoli: Cap 1, 6-11: L’ascensione

Segue da Atti degli apostoli: Cap. 1-1,5: Ne vale la pena

ascensione atti degli apostoli

L’Ascensione

[6]Così venutisi a trovare insieme gli domandarono: «Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?». [7]Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, [8]ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra».
[9]Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. [10]E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n’andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: [11]«Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».

Notate… Siamo dopo la risurrezione. Sono passati 40 giorni, Gesù è apparso più volte, ha completato a più riprese il suo insegnamento, la sua preparazione degli apostoli…

1,6 …Allora quelli che erano con Gesù gli domandarono: È questo il momento in cui devi ristabilire il regno d’Israele…?”
Gli Apostoli non avevano ancora capito niente! Erano ancora chiusi in una prospettiva messianico-politica, sociale, militare, una prospettiva di potere, portano dentro le stesse idee e le stesse aspettative che avevano ‘prima’ di incontrare Gesù. Eppure non erano stupidi…
Cosa ci ricorda, questo? Che possiamo anche illuderci che sia facile entrare davvero in una prospettiva evangelica ma non è facile per nessuno. Occorre macinarla continuamente, non darla mai per ovvia, scontata. Questo non vuol dire vivere nell’ansia ma ricordarci che mettersi nella prospettiva di Cristo non è così semplice., non è spontaneo ma deve toccarci sul serio.

1, 7-8 “Allora sarete miei testimoni in Gerusalemme, in Samaria, in tutto il mondo“.
L’universalità della missione è già presente fin da prima della Pentecoste. Lungo gli Atti vedremo quanto sarà difficile, per gli apostoli, riuscire a capirne le implicazioni pratiche di cosa volesse dire “esser mandati in tutto il mondo”.

1,9 “Lo videro salire… poi venne una nube”
In genere si dice che erano sul monte, in Galilea invece qui si dice che erano a tavola, a Gerusalemme. Erano là o qui? Non è questo che conta, quello che conta è che il fatto sia avvenuto.

1,11“…Apparvero due angeli… dissero loro: Uomini di Galilea, cosa state a guardare in cielo?…”
Trecento anni fa, questa frase (che in latino inizia con le parole ‘Viri galilei…) veniva utilizzata nelle prediche per deridere Galileo: ‘Galileo, anche la Scrittura dice che è inutile stare a guardare in cielo.
È comunque un messaggio importante.

Perchè l’angelo dice: “Perchè state a guardare in cielo”?
Perchè il cristiano non deve guardare in su, deve guardare avanti. Dio non viene a noi dall’alto, viene dal nostro futuro, ci precede e ritornerà in un futuro momento storico. A noi quindi il compito di stare attenti a dove andiamo e a come viviamo. Non a guardando in terra, o guardando in su. Guardando avanti!

Domanda: Lei dice che Dio viene dal futuro. Come si concilia questo con l’affermare che Dio è nella storia?
Risposta: Noi diciamo che Dio “è nella storia” e diciamo anche che egli è “il Dio della storia”, e per questo viene ‘dal futuro’.
Quando diciamo che Dio è “nella” storia non facciamo che riconoscere il fatto che egli è il Creatore e che ha a cuore il destino delle sue creature. Riconosciamo quindi i suoi tanti interventi, testimoniati anche dalla Scrittura.
Quando diciamo Dio “della” storia diciamo che Dio ha in mano la storia, passata presente e futura, e non solo vi agisce dentro, ma la porta a uno scopo finale.

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I fatti di salvezza sui quali fondiamo la nostra fede oggi, sono i fatti di ieri: quello che lui ha fatto già, e che rinnova giorno per giorno dentro di noi, se ci apriamo a lui. Insieme a questa sua opera passata e presente, nella Scrittura troviamo la testimonianza che ci fa dire con certezza: “Egli è colui che dirà anche l’ultima parola sulla storia”.

Domanda: Quindi la storia la facciamo noi…
Risposta: Sì. La storia la facciamo noi. Ma non da soli. La nostra speranza consiste nel fatto che lui è capace di portare avanti il suo progetto di salvezza nella nostra storia, nonostante noi, nonostante le nostre scelte, che spesso contrastano col suo progetto.

…continua

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