Atti degli apostoli: Cap. 10 – Il primo contatto con i pagani

Abbiamo finito il cap. 9 con Saulo che fallisce il suo primo tentativo di apostolato. Viene spedito a Tarso… e tutta la Palestina è in pace…

pietro atti degli apostoli 10

Sparito Saulo ritorna alla ribalta Pietro.

Nel cap. 10 troviamo un fatto molto importante per la storia della Chiesa perché apre una prospettiva di fatto imprevista: L’apertura ai pagani.
Notiamo due cose.
Primo: È un ‘apertura che, in teoria, gli apostoli avrebbero già dovuto conoscere e aver fatta propria. Perché Gesù, ancora mentre era vivo, aveva più volte fatto cenni che andavano al di là della ristretta cerchia ebraica in cui viveva e operava inotre il comando che dà loro dopo la risurrezione è esplicitamente rivolto all’umanità intera.
Eppure, nonostante questo… pur avendo l’idea che ‘il messaggio della salvezza è per tutti’, da qualche parte nel cervello, sul piano teorico… gli apostoli erano ancora convinti che la loro missione fosse ristretta al mondo ebraico.

Tutto sommato vivevano ancora nella spaccatura, nella dicotomia: noi e gli altri. Ebrei e non ebrei. Con la circoncisione come discriminante. Sia rispetto all’annuncio della salvezza, sia rispetto alla stessa salvezza in Cristo. Noi ebrei, si. Loro, anche no!

Secondo: Questo passo non lo fanno gli apostoli perché sono bravi. Non lo fanno perchè ne sentono l’esigenza spirituale ma è lo Spirito che li spinge, contro la loro stessa poca disponibilità.
L’episodio di Cornelio occupa tutto il cap. 10, vediamolo insieme:
Cornelio è un ufficiale romano, comandante di una guarnigione. È piuttosto importante perchè vive in Cesarea, la città imperiale di Cesare.
Cesarea era stata costruita dai romani, come capitale amministrativa della Palestina… un ufficiale che comanda su quella piazza, non è l’ultimo arrivato.
Come altri romani, Cornelio era stato attratto dalla religione ebraica. Pur restando romano, di fatto condivide con gli ebrei la fede di fondo e dentro di sè ha superato l’atteggiamento idolatrico e si è avvicinato all’atto di fede.

10,3 Verso le tre del pomeriggio Cornelio ebbe una visione…

cornelio visione
‘Verso le tre’, ricordate? È l’ora nona. È uno dei cinque momenti della preghiera canonica del pio ebreo.
Voi sapete, l’abbiamo già ricordato, che noi cristiani manteniamo questi cinque momenti di preghiera. Anzi, i monaci ve ne hanno aggiunti due: il mattutino, (la preghiera notturna), e la compieta, (prima di coricarsi).
Purtroppo per la maggior parte dei cristiani, se è rimasta la preghiera del mattino e della sera è già tanta roba (ma questo è un altro discorso)
Cornelio, durante la preghiera dell’ora nona vede un angelo che gli dà un incarico: ‘Manda qualcuno a Giaffa a prendere un certo Simone detto Pietro’.
Cornelio incarica alcuni servi di andare a Giaffa a prendere questo Pietro.
Il giorno dopo arrivano alla casa dove sta Pietro ma mentre essi stanno per arrivare, Pietro ha una visione.

10,9 …Pietro salì sulla terrazza a pregare. Era quasi mezzogiorno…
Mezzogiorno: altra ora della preghiera canonica: l’ora sesta. 
Pietro, da buon ebreo, conserva i momenti della preghiera scanditi dalle ore del giorno.E lo fa anche perché la preghiera è una delle attività fondamentali dell’apostolo perchè gli permette di rimanere aperto all’azione di Dio; si prega per poter essere capaci di annunciare.
Preghiera e annuncio di Dio sono due cose legate tra loro. L’ annuncio della Parola è davvero annuncio se è animato dallo Spirito. Altrimenti, come dice S. Paolo, è ‘bronzo che tintinna’, senza messaggio che passa, attraverso le parole.
Si potrebbe dire che è il loro lavoro. La preghiera è importante come la predicazione. Anzi. È quella parte dell’impegno che dà senso alla predicazione.

Purtroppo, soprattutto oggi, agire senza prima pregare è una delle nostre tentazioni. In nome delle opere di Dio, delle tante cose da fare per Dio, dimenticarsi del Dio delle opere.
In nome dei tanti impegni… non trovare il tempo di pregare…

Pietro, mentre prega, ha una visione. 
Che scopo ha? Aprirlo al suo compito: l’annuncio della Parola ma in una prospettiva che, nel suo schema attuale, rimane ancora chiusa.

10,11 Vide… una specie di tovaglia… con dentro ogni genere di animali… E una voce gli disse: Uccidi e mangia.
Notate: Dice: animali di ogni genere quindi, non selezionati. C’è di tutto, animali puri e impuri. E voi sapete quanto era importante per un ebreo non mangiare carni impure…!

10,14 Ma Pietro rispose: Non lo farò mai, Signore, perchè io non ho mai mangiato niente di impuro. Non voglio smettere adesso una fedeltà che mi ha accompagnato fino a oggi. Voglio restare fedele’.
La scena si ripete per tre volte. Il comando è ripetuto tre volte. Il rifiuto è ripetuto tre volte.
E i tre aspetti ripetuti per tre volte, ci dicono che cosa? L’importanza!, sia del messaggio sia del rifiuto.
Molte volte noi possiamo davvero essere convinti, in buona fede, di essere nel giusto. Anche davanti alla Parola di Dio che ci dice: ‘È chiaro che è il contrario’.
Quando la visione sparisce, Pietro, che per tre volte ha detto ‘Non se ne parla! Non ne voglio sapere!’, permette al dubbio di entrare in lui. Infatti…

10,17 Mentre Pietro cercava di capire il significato della visione
Intuisce che forse deve andare al di là dell’immagine degli animali… che si tratta di qualcosa d’altro.
Mentre riflette così gli viene riferita l ambasciata di Cornelio e accetta di partire per Cesarea.

10,25-26 Cornelio si gettò ai suoi piedi… ma Pietro lo rialzò: Sono un uomo anch’io…
Provate a riandare ai capitoli precedenti e notate quante volte gli apostoli devono sottolineare il fatto che loro non sono niente di particolare. E ci tengono a sottolinearlo.
Non accettano nè privilegi nè onori e soprattutto non accettano di essere considerati loro la fonte di certe opere straordinarie che possono compiere…
È il rifiuto di ogni sacralizzazione, cosa molto importante. È il rifiuto di ogni appropriazione di quello che è dono di Dio.
Pietro ci tiene a presentarsi come persona normali pur essendo portatore di un messaggio che lo supera.
Questo è fondamentale, per evitare di annunciare noi stessi, e non la Parola di Dio. Chi si presenta per quel che è, difficilmente può annunciare se stesso. L’apostolo è colui che dice: ‘Io sono quello che sono, ma quello che vi annuncio è salvezza’.

10,27 Poi conversando con lui entrò in casa…
Pietro qui compie il primo sacrilegio, secondo la prospettiva del pio ebreo. Entra in Casa di un pagano.

Per gli ebrei era tanto importante il conservare le distanze, per non sporcarsi, per non rendersi impuri, (ricordate durante il processo di Gesù? i capi sacerdotali, quando si presentano a Pilato, si fermano alla porta pur sapendo che convincere PiIato era fondamentale per la riuscita o meno del loro progetto di eliminare quel rompiscatole di Gesù…, pur essendo coscienti della gravità della situazione, non si azzardano a fare un passo più oltre la soglia perchè sanno che se fanno un passo più in si sporcano e non possono più celebrare la Pasqua…

Il formalismo, quando penetra nel cuore, è terribile.
Possono ammazzare ingiustamente un uomo, e celebrare tranquillamente la Pasqua ma non possono oltrepassare una porta, altrimenti non possono più celebrarla…
Quando si perde di vista quello che davvero conta, succede questo e molto altro…
Pietro invece entra in casa. Non si pone il problema ed è molto strano per lui.

10,28-29 E disse: Voi sapete che non è lecito a un ebreo entrare… Ma Dio mi ha mostrato che non si deve… Perciò sono venuto. Ora vorrei sapere perchè.
Cornelio spiega perchè lo ha fatto chiamare e racconta la sua visione.
Quindi Pietro prende la parola:

10,34 Davvrero mi rendo conto che Dio non fa preferenza di persone
È come se dicesse: ‘Riconosco che tutti quegli steccati che noi ci siamo costruiti sono fasulli… Per Dio, ogni greco o romano, ebreo o sciita (per noi: europeo o arabo)… hanno lo stesso valore.
Dio non fa preferenza di persone.

Notate: gli ebrei avevano costruito questa separazione tra se stessi e gli altri per conservarsi puri e fedeli.
Un popolo senza una identità nazionale reale, senza autonomia, senza potere, per seicento anni sempre piccolo popolo suddito di grandi imperi, per conservarsi sia culturalmente sia religiosamente, cosa aveva dovuto fare? Tagliare il più possibile tutti i ponti col mondo esterno.

Quindi, per quanto possibile, al suo interno si era isolato per poter sopravvivere.
Questo bisogno di ‘isolarsi per sopravvivere’ salta a causa della morte e risurrezione di Cristo. Non occorre più.
Pensate cosa vuol dire questo, per noi cristiani.
Io per poter crescere da cristiano in un ambiente dove la cultura è paganizzata, cosa devo fare? Isolarmi e crearmi una mia cultura? O posso farlo affidandomi a Cristo, lì dove sono?
Cercando di conoscerlo sul serio, naturalmente, di viverlo lì dove sono. Se questa domanda la portiamo a cose più specifiche, si presentano grossi problemi. 
Per esempio, è più importante avere i muri di un ambiente educativo, di una scuola, di un ospedale… costruiti da cristiani, diretti da cristiani…, o avere dei cristiani che agiscono in qualunque struttura ma da cristiani?
Là dove l’iniziativa dello Spirito è operante e viene accolta, le barriere non servono più, non sono più necessarie.
Certo, se noi allo Spirito diamo poco spazio, altro che di barriere abbiamo bisogno! Fortificazioni, ci servono, per difenderci…

10,35 Dio infatti ama tutti quelli che credono in lui e vivono in lui
Qui Pietro parte col kerygma, l’annuncio della salvezza. L’annuncio di Cristo morto e risorto.
Parla di se stesso come di uno dei testimoni.
E, come sempre in tutti i discorsi kerygmatici, garantisce la verità di quanto ha detto con l’appoggio della Scrittura.

10,43 Tutti i profeti han parlato di Gesù… Lui infatti ha il potere di perdonare…
Sottolineando questo, Pietro è davvero in linea con il messaggio fondamentale di Cristo risorto: ‘Andate in tutto il mondo, predicate il vangelo, annunciate il perdono dei peccati’.
Infatti lo scopo del vangelo è ‘dare speranza e non una speranza qualsiasi. Speranza fondata su una possibilità di rinnovamento e di ripresa, che è data dal perdono dei peccati.
Qui avviene il terzo passo.

  • Il primo passo: entra in casa.
    Il secondo: riconosce che siete come me.
    Il terzo: il dono dello Spirito.

10,44 Mentre Pietro stava ancora parlando, lo Spirito Santo venne su tutti quelli che lo ascoltavano
Si ripete la Pentecoste. E questa volta su dei pagani. Preparàti, ma pagani.

pietro battezza cornelio

10,45 I credenti… meravigliati perchè lo Spirito veniva dato anche ai pagani
E non solo lo Spirito Santo, ma anche le manifestazioni straordinarie che erano avvenute sugli apostoli a Pentecoste. Infatti anche questi parlano in lingue…

10,47 Allora Pietro disse: Come è possibile negare il battesimo a coloro che han ricevuto lo Spirito Santo come noi?’. ‘Dio non considera nessuno impuro, considera tutti uguali, si dà a loro in modo totale… Posso io considerarli diversi? Posso io non dare il battesimo di acqua a chi è già stato battezzato nello Spirito?
Pietro battezza quindi Cornelio e tutta la sua famigli… È il quarto passo.
tutto questo avviene non perchè Pietro ha finalmente capito quello che Dio vuole e parte deciso, ma perchè lo Spirito Santo continuamente lo spinge a non fermarsi su ogni passo.
Tutto avviene sotto l’iniziativa dello Spirito. È lui che porta avanti la Chiesa e la Sua missione.

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