Atti degli apostoli: Cap 3 – Pietro guarisce uno storpio

Approfondiamo insieme la lettura del capitolo 3 degli Atti degli apostoli ma se ancora non l’hai fatto, ti consiglio di leggere il capitolo 2 nel momento in cui si è creata la prima comunità cristiana (qui)

pietro guarisce storpio

[1]Un giorno Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera verso le tre del pomeriggio. [2]Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita e lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio detta «Bella» a chiedere l’elemosina a coloro che entravano nel tempio. [3]Questi, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, domandò loro l’elemosina. [4]Allora Pietro fissò lo sguardo su di lui insieme a Giovanni e disse: «Guarda verso di noi». [5]Ed egli si volse verso di loro, aspettandosi di ricevere qualche cosa. [6]Ma Pietro gli disse: «Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!». [7]E, presolo per la mano destra, lo sollevò. Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono [8]e balzato in piedi camminava; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio. [9]Tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio [10]e riconoscevano che era quello che sedeva a chiedere l’elemosina alla porta Bella del tempio ed erano meravigliati e stupiti per quello che gli era accaduto.

Cap. 3 Pietro guarisce uno storpio

3,1Erano le tre del pomeriggio, l’ora della preghiera“.

È uno dei cinque momenti della preghiera quotidiana dell’ebreo, che sono come quelli del musulmano, che sono come quelli del cristiano… anche se i cristiani (molti…) non lo sanno… e sono: all’alba, alle nove, a mezzogiorno, alle tre, alla sera. Sono le ‘ore canoniche’, le tappe della Liturgia delle Ore, del breviario, le ore della preghiera monastica.

Domanda: ll fatto dello storpio è reale o per noi è solo un simbolo?
Risposta: Il fatto in sé è reale. Per noi, oggi, ha valore soprattutto come fatto simbolico; infatti i vv. 7-8 ci presentano la descrizione del credente: cosa vuol dire accogliere Cristo?

3,8Con un salto si mise in piedi e cominciò a camminare. Entrò nel Tempio… Saltava per la gioia e lodava Dio”.

Si alza in piedi, va con gli apostoli, loda Dio. Il cristiano è quello storpio — o quel cieco, quel muto, quel paralitico… – che, guarito, reso capace di camminare, di ascoltare, di vedere… — cammina con Cristo e loda Dio. Insieme agli apostoli. Non da solo, ma nella comunità. II significato simbolico dell’episodio, però, non toglie che, allora, il fatto sia avvenuto realmente.

Domanda: Penso anch’io che l’importanza del fatto non sta tanto nell’essere guarito quanto in qualcosa che va oltre il fatto.
Risposta: Esatto. Infatti il testo ci dice che prima della guarigione quello storpio ha ricevuto un altro dono. Il primo lo troviamo al v. 16a. Il secondo, la guarigione, al v. 8.

3,16aGesù gli ha dato la fede e con la sua potenza”. Gli ha dato la fede e poi lo ha guarito. Gli ha fatto capire e accogliere il senso della sua presenza e poi gli ha dato la guarigione. La guarigione è secondaria rispetto al dono della fede.

Domanda: Il miracolo in sé accompagna la Chiesa come testimonianza della presenza di Gesù. È un fatto che i miracoli hanno in sé questa forza di evangelizzazione.
Risposta: lo direi: “possono’ averla”. Possono essere occasione per porre il problema della fede. Voi sapete, infatti, che i miracoli non sono testimoniati solo nel Cristianesimo, ma anche in tante altre religioni. E, soprattutto, quello che tu vedi può essere un vero miracolo, o può essere invece una guarigione psico-somatica. Autosuggestione.

È per questo che la Chiesa, normalmente, è piuttosto guardinga in questo campo. Ti dice: “Hai ricevuto un miracolo? Ringrazia Dio! Se vuoi invece che io lo riconosca ufficialmente come miracolo, beh, vediamo”. Oggi siamo un po’ smaliziati in questo. Troppo spesso nel passato c’è stata faciloneria e credulità in questo campo… C’è stato abuso di buonafede… Per cui sì è imparato ad andare coi piedi di piombo.

Inoltre noi sappiamo che il miracolo non necessariamente porta alla fede. È uno strumento. Notate, nel Vangelo, o nell’ambiente biblico più generale, il miracolo ha un suo valore molto importante. Perché? Nella loro concezione, cosa c’era? Che ogni malattia era sempre considerata segno di un peccato.

Aiutaci, scopri come

Siccome Cristo viene a salvare l’uomo dal peccato, quale prova ha per dimostrare che il peccato è perdonato? Guarire. Oggi, la medicina moderna riconosce che c’è realmente un legame tra malattia e psiche profonda, la malattia spirituale che si manifesta come malattia fisica. Però non esasperiamo la cosa. Perché ci sono dei santi che sono stati ammalati per tutta la vita… E allora, come la mettiamo..?

Quello che non mi va è quella ricerca esasperata di miracolismo che c’è oggi nell’aria… In particolare dobbiamo ricordarci che il miracolo non può essere invocato per credere. Non a caso Gesù dice a Tommaso: ‘Hai creduto perché hai veduto. Beati quelli che, pur non avendo visto, crederanno’. Non dice ‘beato’ a Tommaso… È come dicesse: Hai creduto, emi sta bene. Però.

A presto per il prossimo capitolo

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