Atti degli apostoli: Introduzione (prima parte)

atti degli apostoli

Atti deli apostoli è un libro che, dal Concilio in poi, è diventato sempre più importante per noi. Lo stiamo riscoprendo, rivalorizzando sempre di più.

Autore e scopo
Gli Atti sono scritti da Luca, l’autore del terzo Vangelo. Lo scopo non è quello di raccontare la storia degli apostoli, nè di tutti, nè di qualcuno in particolare; lo scopo è quello di dimostrare come lo Spirito Santo fa dilatare la Chiesa, partendo da Gerusalemme, in tutto il mondo guidando gli apostoli pian piano nella presa di coscienza della loro missione universale e nella realizzazione di tale progetto, nella testimonianza.
E’ quindi un libro che, come i Vangeli, non va preso come ‘libro storico’ come intenderemmo noi oggi.
Ci racconta alcuni episodi riguardanti gli apostoli, prima Pietro poi Paolo, ma lo scopo è un altro e lo vedremo tra poco.

Contenuto
Si può dividere fondamentalmente in due parti:

Prima parte: Cap. 1-15 La presa di coscienza della missione universale

Voi sapete che all’inizio gli apostoli, mentre erano con Gesù, avevano capito qualcosina, ma molto poco. Dopo la sua risurrezione capiscono una cosa: di non essere stati stupidi a fidarsi di lui. Gesù era davvero quel che diceva di essere!
Con la Pentecoste trovano poi il coraggio di diventare testimoni,escono dal cenacolo e iniziano a parlare “ispirati”.

Però, a quel punto, cosa avevano capito?
La sostanza. Il fondamento. Ma non tutte le implicazioni dell’annuncio che davano.
In quel periodo essi si presentano ancora, di fatto, come un gruppo giudaico che, nel popolo di Dio che è Israele, annuncia, che quel Messia che tutti aspettano è Gesù di Nazaret. E che quindi occorre accogliere lui per essere salvi, per entrare nella nuova stagione della storia della salvezza, nel nuovo cammino che si è aperto attraverso Gesù. Sono però ancora convinti, (anche se Gesù ha parlato della missione universale più di una volta sia prima che dopo la risurrezione), di essere mandati da Israele. L’universalità della missione non l’hanno ancora capita o almeno la intendono come una testimonianza che gli ebrei devono dare nel mondo, ma in quanto ebrei.

E loro, gli apostoli, si ritengono ebrei, continuano la loro vita da buoni ebrei e soltanto perchè spinti (potremmo dire, a pedate) dallo Spirito Santo pian piano allargano la prospettiva.
Nel portare la loro testimonianza il primo problema che affrontano è dato dall’ingresso nella comunità cristiana di Gerusalemme di ebrei di origine ellenistica.

Erano ebrei di religione, ma nati e cresciuti nelle varie colonie ebraiche sparse per il Mediterraneo: da Alessandria d’Egitto
alle coste siriache e turche, alla Grecia, a Roma. Entrando a far parte della comunità, vi portano delle novità, delle ‘diversità e iniziano a nascere i problemi!

Arriverà poi lo Spirito che, prendendo Pietro per i capelli, lo obbligherà a entrare addirittura in casa di un pagano. Egli lo farà, ma con molta titubanza.

In seguito iniziano le persecuzioni, qualcuno comincia a scappare, e facciamo la conoscenza di Saulo, prima persecutore che viene convertito da Gesù sulla strada di Damasco, diventando apostolo.
Dopo un periodo di predicazione in Siria, Saulo, torna a Gerusalemme ma come lui arriva a Gerusalemme le cose si complicano. I suoi nuovi amici, i cristiani, non si fidano ancora di lui, i suoi ex amici vogliono farlo fuori. Alla fine gli apostoli, per salvarlo, lo mettono sulla nave e lo spediscono a casa sua, a Tarso e Luca, a quel punto, annota: come Saulo parte, ‘tutta la Giudea era in pace!
Le persecuzioni, dicevamo, hanno allontanato da Gerusalemme un certo numero di cristiani; un gruppo di questi si è trasferito ad Antiochia di Siria e lì ha annunciato Cristo, autonomamente, senza aver ricevuto un incarico missionario da nessuno facendo nascere una comunità cristiana che per la prima volta, in modo tranquillo, accetta al suo interno anche ex pagani. Quando gli apostoli, a Gerusalemme, vengono a Sapere di questo, mandano Barnaba, personaggio importante nella Chiesa, a verificare cosa sta succedendo. A questo punto Barnaba, mosso dallo Spirito Santo, ha un lampo di genio: va a Tarso, dove Cè Saulo che vegeta, ormai fallito (fallito come rabbino, fallito come apostolo), lo prende e se lo tira dietro e ad Antiochia lavorano insieme e mentre sono lì, lo Spirito Santo fa in modo che essi intraprendano un viaggio missionario.

Questo viaggio si svolge in Siria e nell’attuale Turchia. In quel viaggio, Barnaba e Saulo fondano varie comunità cristiane. Pian piano da una predicazione offerta soprattutto agli ebrei, trovando il muro del rifiuto davanti a sè, passano alla predicazione ai pagani. Di fatto, nel Medio Oriente sorge tutta una serie di comunità cristiane in cui convivono giudei e pagani e questo crea un problema.
A quali condizioni un pagano può essere accolto nella Chiesa per poter trovare la salvezza in Cristo? deve prima diventare ebreo, sottoporsi alla Legge mosaica e ai rituali ebraici, oppure basta la fede in Cristo?
Per la prima generazione cristiana questo è stato un problema che li ha fatti sudare sangue, che finirà col mettere Pietro e
Paolo l’uno contro l’altro, ai ferri corti e s’ingrandisce a un punto tale che a un certo punto i responsabili dicono: “Qui bisogna fermarsi a pregare e riflettere bene”

Aiutaci, scopri come

Siamo al capitolo 15: il Concilio di Gerusalemme, che deve proprio affrontare e risolvere questo problema, dopo aver lungamente discusso e pregato, decide: “È parso bene, allo Spirito Santo e a noi, stabilire che per essere cristiani basta la fede in Gesù Cristo”. Voi sapete che questo non è un problema semplice e non è stato risolto una volta per sempre nella storia della Chiesa. Per esempio, fino a pochi anni fa, un africano per diventare cristiano doveva, di fatto, prima diventare europeo. Non solo vestirsi da europeo, pregare da europeo (in latino o in una lingua europea), ma anche pensare da europeo. L’unica teologia riconosciuta come valida era infatti quella elaborata in Europa.
Lo stesso avveniva per un cinese, un indiano, un giapponese ma… una persona deve diventare europeo per diventare cristiano oppure basta la fede in Cristo?

Portiamo questo problema nel nostro piccolo: Quante volte, di fatto, si dice: Se tu non entri in questi determinati schemi non puoi essere accolto nella comunità? È un problema che si ripete continuamente…
Comunque quella tappa viene affrontata e superata. L’universalità dell’annuncio e della validità della salvezza è conquistata, a livello teorico.

clicca qui per proseguire con la seconda parte dell’introduzione agli Atti degli Apostoli

Vorresti ricevere via mail i capitoli del corso "Capire la Bibbia"? Compila il seguente modulo:

__________

Ascolta l’audio commento al Vangelo del giorno di don Luciano, scegli tra:

youtube-logo apple podcast logo spreaker
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: