Atti degli apostoli: Introduzione (seconda parte)

Dopo aver introdotto i primi capitoli degli Atti degli apostoli (qui) continuiamo l’introduzione a questo libro della Bibbia:

Seconda parte: Dalla seconda metà del cap. 15 fino alla fine degli Atti

atti degli apostoli

Nella seconda parte degli Atti degli apostoli troviamo l’attuazione dell’universalità del messaggio della salvezza che è realizzata attraverso l’opera di Paolo, l’incaricato dagli apostoli, di portare la predicazione ai “Gentili” cioè a tutti i popoli non ebrei. Successivamente troviamo la descrizione del secondo e terzo viaggio missionario e per ultimo la descrizione del lungo viaggio della prigionia di Paolo.

San Paolo
Possibile identikit di Paolo di Tarso realizzato da un nucleo della polizia scientifica tedesca nel febbraio 2008 sulla base delle descrizioni contenute nelle più antiche fonti storiche.

Quando Paolo, alla fine del terzo viaggio missionario arriva a Gerusalemme, viene incarcerato e viene a sapere che un gruppo di suoi ex amici ha giurato di non mangiare e non bere finchè non l’avranno scannato.
Per evitare di essere ucciso si appella all’imperatore perchè può utilizzare questo beneficio legale in quanto cittadino romano per nascita. Infatti quando un cittadino romano si appellava all’imperatore, l’autorità locale romana era obligata a spedirlo all’imperatore, ci volessero due mesi o dieci anni. Quando il cittadino arrivava a Roma veniva istruita la causa davanti all’imperatore.
A quel punto gli accusatori avevano due anni di tempo per presentarsi e sostenere l’accusa dopo di che ci sarebbe stato  il giudizio; Se l’accusatore non si presentava, l’accusato veniva lasciato libero – qualunque fosse il delitto di cui era accusato mentre se l’accusatore si presentava, si svolgeva il processo che terminava sempre con una pena di morte.
Infatti se l’accusato risultava colpevole veniva condannato a morte perchè aveva disturbato l’imperatore mentre se risultava innocente veniva messo a morte l’accusatore perchè aveva accusato un cittadino innocente.

Paolo comincia questo lungo viaggio, che dura alcuni anni. Quando finalmente arriva a Roma gli Atti si chiudono perchè l’interesse di Luca non è di farci sapere com’è finito il processo ma solo il tragitto che Paolo compie fino a Roma perchè se Paolo arriva a Roma, a Roma arriva l’annuncio e se arriva l’annuncio, essendo Roma capitale dell’impero, l’universalità della missione è compiuta. (poi da Roma partiranno nuovi missionari per le diverse regioni)

Questo è lo schema del libro “Atti degli apostoli”.

Domanda: Allora Paolo chiede il giudizio dell’imperatore per poter predicare anche a Roma?

Risposta: No. Paolo lo fa perchè sa che altrimenti a Gerusalemme ci lascia la pelle. È Dio che utilizza questo fatto per far
giungere l’opera di evangelizzazione di Paolo fino a Roma… almeno così la interpreta l’autore, Luca.

Impostazione

Se vi capita di leggere il Vangelo di Luca troverete che utilizza negli Atti lo stesso schema che utilizza nel Vangelo; nel Vangelo c’è prima la predicazione di Gesù in Galilea e quando arriva il momento della resa dei conti Gesù intrzprende un lungo viaggio, dalla Galilea a Gerusalemme. Un lungo non nel senso geografico ma sul piano Spirituale in merito alla sua missione. Dalla periferia del popolo di Dio al centro del popolo di Dio, per realizzare il progetto di Dio, la salvezza. Lo stesso schema lo troviamo negli Atti.

La missione degli apostoli inizia in Gerusalemme e nelle regioni limitrofe, la periferia dell’impero. Quando arriva il momento giusto (Barnaba e Saulo/Paolo sono spinti in missione dallo Spirito) comincia il lungo viaggio della Parola prima in Asia Minore, poi in Europa e alla fine, quando Paolo deve decidere tra la vita e la morte, verso il centro dell’impero.

Quando Paolo arriva a Roma l’annuncio è completo.

Il libro si chiude infatti con questa immagine: Paolo, in attesa di giudizio, legato alla sua guardia, annuncia Cristo a quanti lo avvicinano ‘con franchezza e senza impedimenti”.

Il Vangelo dello spirito

Il libro degli Atti degli apostoli ha anche una preoccupazione di fondo: Aiutare il credente a capire, a intravedere, nelle azioni degli apostoli, la molla che li spinge a proclamare il Vangelo.

Aiutaci, scopri come

Infatti l’azione degli apostoli, in tutto il libro, è permeata dall’iniziativa dello Spirito Santo a un punto tale che molti chiamano gli Atti ‘il quinto Vangelo’, cioè ‘il Vangelo dello Spirito Santo‘.
Questo è un aspetto che val la pena sottolineare perchè anche noi non siamo molto coscienti del fatto che la nostra vita cristiana è tutta sotto l’azione dello Spirito, ancor oggi, che ogni intuizione che abbiamo, ogni iniziativa che prendiamo ci è “soffiata” da lui o che ogni giorno siamo sotto la sua azione…

Lo Spirito Santo fino al Concilio, di fatto, era il grande dimenticato anzi era il grande osteggiato, nella Chiesa che conosciamo oggi. Siccome nella storia, in 2.000 anni di Cristianesimo, quasi tutte le eresie sono partite con la scusa di una ispirazione dello Spirito Santo (“E lo Spirito Santo che mi ha ispirato questo…’), nella gerarchia della Chiesa era entrata quasi un’allergia allo Spirito. Appena lo si poteva mettere in ombra lo si faceva volentieri…

Per fortuna ora viviamo in un’epoca in cui pian piano la presenza, l’importanza, l’essenzialità dell’opera dello Spirito vengono riconosciute sempre di più… almeno a livello ufficiale. Importante è che, dal livello ufficiale, questa presa di coscienza arrivi anche ai semplici credenti. A noi.
Ora per dare un piccolo saggio di come gli Atti sono insistenti su questo aspetto, vediamo una serie di passi che ce lo presentano.

 

clicca qui per proseguire con la seconda parte dell’introduzione agli Atti degli Apostoli: L’azione dello Spirito Santo

 

 

 

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