Chi attende

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Ne trovo sempre e anch’io mi metterò in coda con coloro che attendono. Attendono ad uno sportello d’ufficio, alla fermata di un treno, alla stazione. C’è chi attende sempre una piccola speranza che fa continuamente rinascere la vita. Non sempre son le grandi speranze: la nascita di un bimbo, la guarigione della mamma, il ritorno del babbo. Spesso sono piccole attese, come quella di un giocattolo, di un bicchiere di vino, di un pane al burro. Però in tutta questa attesa c’è lo sguardo umano che va oltre qualcosa che tocchiamo con mano. Lo sguardo che allarga l’orizzonte e riesce a scorgere qualcosa che non tocchiamo. Devo allenare questo sguardo fino a portarlo oltre il creato, a vedere oltre i limiti della materia. Io vivo per attendere il grande dono, quel dono che è nell’attesa inconscia di tutti, ma che nessuno vede. Io devo godere di essere in coda per l’attesa di questo dono, non devo impazientirmi, ma devo trasmettere il mio desiderio a tutti e devo ricevere da tutti le vibrazioni dello stesso desiderio. Nessun desiderio qui sulla terra è perfettamente attuato; le attese rimangono mai completamente attuate, perché il Dono perfetto non è ancora arrivato. Devo procurare di lasciar sempre il posto a questo Dono che arriverà: il Dono cerca solo il posto dove venire.

Aiutaci, scopri come

 (don Giovanni Antonioli)

 

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