Commento al Vangelo del giorno – 05 Dicembre – Il regno dei cieli è vicino!

Il Vangelo di oggi: Mt 9,35-10,1.6-8

digiuno dei discepoliIn quel tempo, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. E li inviò ordinando loro: «Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

Commento al Vangelo di oggi:

È facile capire «gratuitamente avete ricevuto», ma la parola seguente «gratuitamente date» significa «servizio». Tutto ciò che abbiamo lo abbiamo ricevuto (1Cor 4,7), ma il modello della Chiesa è Maria: «Ecco la serva del Signore», piena di gratuità. San Paolo, a Mileto, ricorda Gesù che dona gratuitamente e insegna: «Si è più beati nel dare che nel ricevere!»

Per il commento a questo Vangelo, mi sono confrontata con un’amica, la quale mi ha detto che le parole significative di questo brano sono insegnare, predicare, curare e dare. Effettivamente, sono queste le parole che emergono dalla lettura del testo. E sono importanti, perché si comprende che sono tutte azioni che partono dall’esempio stesso di Gesù. Tuttavia, quell’espressione “Vedendo le folle ne sentì compassione” non riesco proprio a scacciarla dalla mia mente. E quel “vedendo” lo traduco con “volendo vedere”. Gesù infatti è venuto a cercarci, e se sente compassione è perché si lascia scuotere dalla nostra miseria, e ad essa vuole dare risposte. L’esperienza di Gesù mi sembra ben incarnata da Madre Teresa che in un’intervista ha raccontato: “Un giorno, mentre ero nei quartieri poveri di Calcutta e stavo per ritornare nella mia stanza, ho visto una donna che giaceva sul marciapiede. Era debole, sottile e magrissima, si vedeva che era molto malata e l’odore del suo corpo era così forte che stavo per vomitare, anche se le stavo solo passando vicino. Sono andata avanti e ho visto dei grossi topi che mordevano il suo corpo senza speranza, e mi sono detta: questa è la cosa peggiore che hai visto in tutta la tua vita. Tutto quello che volevo in quel momento, era di andarmene via il più presto possibile e dimenticare quello che avevo visto e non ricordarlo mai più. E ho cominciato a correre, come se correre potesse aiutare quel desiderio di fuggire che mi riempiva con tanta forza. Ma prima che avessi raggiunto l’angolo successivo della strada, una luce interiore mi ha fermata. E sono rimasta lì, sul marciapiede del quartiere povero di Calcutta, che ora conosco così bene, e ho visto che quella non era l’unica donna che vi giaceva, e che veniva mangiata dai topi. Ho visto anche che era Cristo stesso a soffrire su quel marciapiede. Mi sono voltata e sono tornata indietro da quella donna, ho cacciato via i topi, l’ho sollevata e portata al più vicino ospedale”. Se il cuore di Cristo non avesse “voluto vedere” la donna abbandonata sul marciapiede, neppure il cuore di Madre Teresa si sarebbe mosso a compassione.

 

briciole di vangelo

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