Commento al Vangelo del giorno: 10 Novembre 2020 – Noi siamo i “servi inutili”

Il Vangelo di oggi: Lc 17,7-10

a suo servizioIn quel tempo, Gesù disse: «Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, strìngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

Contemplo:

I miei figli:
Io sono responsabile della loro vita e della loro educazione. Possono domandarmi conto in ogni momento. Devo vigilare perché il torrente della loro esistenza non s’intorbidi e cercare che in loro non vengano a galla i miei difetti. Farò ogni sforzo per essere degno di segnare loro una strada giusta. Io devo dare tutto ai miei figli e non posso pretendere nulla da loro. La stessa loro strada non deve essere conforme al mio gusto. I figli non devo allevarli per me, ma per i disegni di Dio. Guai se speculassi su loro per ambizioni o per denaro. Devo scorgere in ciascuno di loro una luce di Dio che li guida. Mi sentirò carico di responsabilità anche per tutti i bambini che incontrerò. Vedrò in essi dei possibili aiuti per i miei oppure dei pericolosi ostacoli. Avrò tutte le cure perché tutti i bambini siano preservati dai pericoli, e il loro occhio non smarrisca mai la via giusta. Dice Gesù che l’Angelo dei bambini vede sempre la faccia di Dio (Mt 18,10) e quindi chi guarda un bambino vede un po’ del riflesso del Padre.

Commento al Vangelo del giorno:

A chi ci chiede perché siamo nati, possiamo rispondere con le Parole della Scrittura: perché Dio ci ha donato di esistere eternamente a immagine del suo essere divino. Pensando a questa magnifica realtà, che come salda roccia regge tutta la nostra vita, non dovremmo mai cadere nello sconforto, ma essere sempre ricolmi di una profonda letizia e riconoscenza. Tutto è dono di Dio, che sempre ci precede. Sta a noi obbedire, accogliere, riconoscere. La nostra azione consista quindi in una passività vigile, cioè accettare, ascoltare e agire per impulso dello Spirito , senza pretesa di sentirci meritevoli se realizziamo qualcosa di bene con i doni ricevuti gratuitamente da lui. Dio si serve di noi, vuole agire attraverso noi: noi siamo i “servi inutili” se facciamo quanto richiesto dalla sua volontà, consci che non siamo necessari alla sua onnipotenza. Vivere in pace, senza pretese, come servi fedeli con gli occhi fissi al padrone, consci che egli è un padre pieno d’amore, è realizzare quella ”inutilità” che compie la volontà del Padre.