Commento al Vangelo del giorno: 11 ottobre 2020 – Tutto posso in colui che mi dà la forza

Il Vangelo di oggi: Mt 22,1-10

invito a nozzeIn quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali».

Contemplo:

Sofferenza divina:
Bisogna arrivare a intuire che Dio sta dalla nostra parte e partecipa al dolore per il male che devasta la terra. Egli non se ne sta come uno spettatore disinteressato ma soffre per noi e con noi. La sofferenza divina non è incompatibile con le imperfezioni divine: è la sofferenza dell’amore che si fa carico con la compassione attiva e libera. Sempre più nel cammino della vita, alla luce del Vangelo, Dio di Gesù Cristo mi è apparso come il Dio capace di tenerezza e di pietà fino al punto da soffrire per i peccati del mondo. Un Dio tenero come un padre e una madre che non rinnega mai i suoi figli. Un Dio umile, che manifesta la sua onnipotenza e la sua libertà proprio nella sua apparente debolezza. Un Dio che per amore accetta di subire il peso del peccato e del dolore che esso introduce nel mondo.

Commento al Vangelo del giorno:

“La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”.
Vengo da un crocicchio di strade, là dove si confondono i passi della gente attorno al mio stare immobile in quell’angolo che conosce le mie miserie, gli affanni ed i malanni che, mi rendono incapace a sollevarmi. Ma se mi capita l’invito a nozze …..tutto posso in colui che mi dà la forza, mi prepara davanti una mensa e mi asciuga dal volto le lacrime che raccontano la mia impotenza, libertà e vita. Come posso non credere all’Amore? Come posso lasciarmi addosso gli abiti sdruciti e logori del mio peccato? Come posso …..se Dio stesso colma ogni bisogno secondo la sua ricchezza, con magnificenza, in Cristo Gesù mio Signore?