Commento al Vangelo del giorno – 12 Novembre – prima è necessario che venga rifiutato da questa generazione

Il Vangelo di oggi: Lc 17, 20-25

il regno di DioIn quel tempo, i farisei domandarono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?». Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”. Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!». Disse poi ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».

Commento al Vangelo di oggi:

La bella spiegazione di queste parole la troviamo nelle altre parole di Gesù: «Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io» (Mt 18,20); «Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo » (Mt 28,20). Il regno di Dio, in mezzo a noi, è Gesù. Dice san Paolo: «La vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria » (Col 3,3-4). «Noi siamo dinanzi a Dio il profumo di Cristo» (2Cor 2,15).

Sono passati già duemila anni da quando Gesù ha rivelato che il Regno di Dio è giunto. Ma come lo riconosciamo? Il Regno di Dio non è un oggetto che si può possedere, o lasciare in eredità alle generazioni future. Si tratta di un regno spirituale, che si manifesta in azioni e gesti concreti. Come l’acquisizione della verità e l’edificazione di un mondo di pace, è compito di ogni uomo e di ogni popolo. La miglior eredità che potremo lasciare ai nostri figli sarà riuscire a far sì che Cristo regni nella nostra vita e intorno a noi. «L’attesa di una terra nuova non deve indebolire, bensì stimolare piuttosto la sollecitudine a coltivare questa terra, dove cresce quel corpo dell’umanità nuova che già riesce ad offrire una certa prefigurazione che adombra il mondo nuovo. Pertanto, benché si debba accuratamente distinguere il progresso terreno dallo sviluppo del Regno di Cristo, tuttavia nella misura in cui può contribuire a meglio ordinare l’umana società, tale progresso è di grande importanza per il Regno di Dio» (Giovanni Paolo II, Laborem exercens, 27). Le numerose testimonianze di persone e famiglie che si lasciano guidare da criteri di giustizia e di carità cristiana, i numerosi esempi di impegno per la salvezza delle anime e per amore della Chiesa, il contegno gioioso di coloro che soffrono malattie e persecuzioni per amore di Cristo, sono segni inequivocabili, tutti questi, del fatto che il Regno di Dio è realmente presente tra gli uomini.