Commento al Vangelo del giorno – 13 Luglio – Chi accoglie voi accoglie me

Il Vangelo di oggi: Mt 10.34-11-1

spada non paceIn quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:«Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa. Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa». Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro città.

Commento al Vangelo del giorno – Chi accoglie voi accoglie me

A volte Gesù usa parole dure come pietre che attirano la nostra attenzione e rompono il nostro ghiaccio indifferente alla voce di Dio. Noi chiamiamo Gesù «la nostra pace» (Ef 2,14), e lui dice di essere venuto «a portare non pace, ma spada», «a gettare fuoco sulla terra». Gesù usa parole profetiche, ma ha il cuore più tenero di una madre che vede i suoi figli prendere la strada sbagliata. I discepoli di Gesù usano i suoi «stessi sentimenti» di «amore, gioia, pace, benevolenza, bontà, mitezza».

fuocoÈ fuoco la presenza di Dio. È una vampa divorante la sua esperienza. È devastante, intensa, destabilizzante la sua amicizia. Tutti i profeti ne hanno parlato, Gesù lo conferma. Credere non è una scelta rassicurante che tranquillizza le nostre presunte certezze. Credere è un incendio che divampa e cresce in noi, giorno dopo giorno. Cosa ha a che fare questa Parola con la visione tiepida della fede che ci rassicura? Cosa ha a che fare con la mediocrità delle nostre scelte? Invochiamo lo Spirito, allora, che davvero possa incendiare i nostri cuori d’amore. E questo fuoco ci spinge a non accettare inutili compromessi: come l’innamorato difende a spada tratta il suo amore e la sua amata, così l’incontro reale e intimo con Cristo ci porta a ridisegnare e ridimensionare ogni altra scelta. Quando Matteo scrive il tempio è già distrutto e la parte restante del giudaismo ha “scomunicato” i discepoli del Nazareno. Quella che era una costola della fede ebraica diventa un’eresia provocando grande sconcerto nelle famiglie. Ma più forte dei legami famigliari è la passione per il vangelo, e i discepoli, pur con grande dolore, non verranno meno alla loro fede, preferendola agli affetti.