Commento al Vangelo del giorno: 22 Gennaio 2020 – Salvare una vita

Il Vangelo di oggi: Mc 3,1-6:

“Tendi la mano!”

In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo. Egli disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all’uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita. E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.

Contemplo:

Realtà infiocchettate:
Ci sono purtroppo nella società contemporanea molte realtà infiocchettate, avvolte in contenitori pregiati il cui prezzo è alto, ma il valore molto basso. Ci sono persone il cui apparire è strepitoso, ma la cui sostanza umana e spirituale è pressoché nulla. Impeccabili nel vestire, seducenti nel parlare, talora “scolpiti” da qualche chirurgo plastico per togliersi di dosso la patina del tempo, si sono trasformati quasi esclusivamente in cornice, in addobbo, in apparenza. Gusci dorati, vuoti all’interno; abiti eleganti sorretti solo da manichini. Ci sono individui composti unicamente di facciata, come case non finite per mancanza di quattrini. Hanno l’ingresso degno di un grande palazzo, ma le stanze interne sono paragonabili a squallide capanne.

Commento al Vangelo del giorno:

Una mano destra inaridita: non è cosa da poco, soprattutto ai tempi di Gesù. La mancanza di una mano preclude la possibilità di lavorare, di poter mantenere la propria famiglia, di esser autosufficienti ed indipendenti. Osserva giustamente Tomas Spidlik: “La mano è la macchina più perfetta che esista. Ha mille possibilità di movimento e di lavoro. Una mano ferita ci limita, una mano paralizza ci rende invalidi”. L’uomo del brano evangelico è un invalido, è condannato per sempre a mendicare, alla dura legge dell’accattonaggio. Gesù vede, comprende, capisce. Per un istante indossa i suoi panni, prova pietà per quella mano, legge negli occhi dell’invalido l’umiliazione e la paura per un futuro buio e senza speranza. E’ Sabato: non importa! «Alzati e mettiti nel mezzo! ». Colui che era ai margini, sul ciglio di una strada, diventa il centro dell’azione di Dio, viene recuperato e riabilitato. Basta una solo parola del Signore e la mano si stende, guarisce, riacquista la capacità di accarezzare, di stringere, di modellare. Non ci sono leggi umane che possono proibire al Signore del tempo e dei giorni di operare e di fare del bene. «Domando a voi: è lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o perderla?». La risposta del Signore alla sua stessa domanda è inequivocabile: si. Ogni legge, ogni regola termina la sua funzione pedagogica là dove inizia il bene, dove la libertà lambisce l’amore.