Commento al Vangelo del giorno: 22 Settembre 2020 – Il più grande miracolo

Il Vangelo di oggi: Lc 8,19-21

In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti». Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».

Contemplo:

Cammino di libertà:
Il cammino che tu Signore, hai tracciato per me è un cammino di libertà. Tu desideri che sia io a mettere in gioco la mia intelligenza, i miei sentimenti, la mia capacità di amare; ma anche i miei limiti e le mie mancanze. Desideri che sia io a decidere di seguirti. A volte mi sento come quegli uomini semplici, ma pieni di coraggio per seguire la tua avventura. A volte vorrei nascondermi, a volte non sento la tua voce. A volte invece dovrei perdonare, ma non ne trovo coraggio. Altre volte però anch’ io sperimento la bellezza del sentirmi chiamato, accettato, capito, perdonato. E questo non solo da te, ma da fratelli e sorelle che riempiono la mia vita. Aiutami a vivere con decisione e prontezza questi momenti di grazia, a renderli preziosi nella mia vita.

Commento al Vangelo del giorno:

L’ascolto attento della Parola di Dio genera in noi un miracolo, forse il più grande, quello che valica ogni confine e ogni limite: quello di diventare famigliari di Dio, madre, fratello, sorella di Gesù. Mistero che ci avvolge, incontro tra ciò che è infinitamente grande e ciò che è infinitamente piccolo. La Parola ascoltata e messa in pratica fa crescere dentro di noi una nuova mentalità, rigenera il lievito facendolo diventare nuovo, ci rende otri capaci di contenere la forza del vino appena spremuto. Il Vangelo, letto e meditato ogni giorno, tesse dentro di noi l’icona di Gesù, il suo volto, i suoi sentimenti.
Nel Medioevo spesso Maria è raffigurata in ginocchio di fronte al bambino nella greppia mentre lo adora. In queste figure gli artisti esprimono quanto Luca ha espresso con i cinque verbi: essa ha dato alla luce, ha avvolto, ha deposto, ha serbato e ha meditato. Maria sente il mistero di questa nascita. Ripensa sempre nel proprio cuore quanto è accaduto. Medita il mistero del proprio figlio per rendersi conto di questo bambino. Maria è per Luca la donna che crede”. (A. GRON, Natale celebrare un nuovo inizio, Brescia 1999, 126s.).
Cosi, nella semplicità, pieghiamo anche noi le ginocchia, ascoltiamo ciò che tanti uomini giusti avrebbero desiderato udire, lasciamoci guidare da quella mano intessuta d’amore, contempliamo il Verbo che per noi diventa carne, evento di salvezza. Poi, giù, ci attende la valle, gli uomini, la storia di ogni giorno. Ci attende un nuovo miracolo: chi ci sta accanto diventa fratello, il forestiero un volto famigliare, il nemico una persona da perdonare e da amare.