Commento al Vangelo del giorno: 26 aprile 2021 – La tonalità di Dio

Il Vangelo di oggi: Gv 10,1-10

Pecore
In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro. Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanzza».

Contemplo:

 Fondamento e origine
Perché l’esperienza dell’incontro con il Risorto cambia l’esistenza dei discepoli? La risposta è possibile solo se ci si apre, con essi, all’approfondimento trinitario degli eventi pasquali: la risurrezione e la croce, momenti della storia del Profeta Galileo, sono colti come atti in cui è intervenuto su di lui e per lui il Dio dei nostri padri (At 3,13), che ha agito con potenza secondo lo Spirito di santificazione. La presenza del Padre, la sua iniziativa nello Spirito, si offrono come il fondamento e l’origine ultima tanto dell’identità contradditoria Crocifisso/ Risorto quanto dell’identità contradditoria paura/rinnegamento/ testimonianza, fino al dono della vita.

Commento al Vangelo:

“Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”. Fin dal grembo materno una delle prime realtà che riusciamo a percepire e riconoscere è la voce; innanzitutto quella di nostra madre e di nostro padre, poi quella delle altre persone che ci stanno intorno. Impariamo da subito a distinguere quel timbro particolare di chi ci ama. Allo stesso modo il nostro cuore è capace di riconoscere la voce che ci ha chiamato all’esistenza e che continuamente ci chiama: la tonalità di Dio. Dentro di noi c’è un’innata comprensione a riconoscere il timbro di colui che è il pastore e il custode delle nostre anime. L’invito che oggi risuona nella liturgia è quello di porci alla sequela di quel pastore che con il suo amore ci conduce sui pascoli della vita, perché, abbandonando il peccato, possiamo vivere di quella pienezza che egli è venuto a donarci in abbondanza.

__________

Ascolta l’audio commento al Vangelo del giorno di don Luciano, scegli tra:

youtube-logo apple podcast logo spreaker