Commento al Vangelo del giorno: 26 Dicembre – Non si deve avere paura
Il Vangelo di oggi; Mt 10,17-22
Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. E quando vi consegneranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire, perché vi sarà suggerito in quel momento ciò che dovrete dire: non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. Il fratello darà a morte il fratello e il padre il figlio, e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire. E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi persevererà sino alla fine sarà salvato.Commento al Vangelo di oggi:
«Non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi» (Mt 10,20). Coloro che disputavano con Stefano, il primo ucciso perché testimoniava Cristo, «non riuscivano a resistere alla sapienza e allo Spirito con cui egli parlava» (At 6,10). Gesù, la sapienza divina, è venuto a sostenerci anche nelle nostre discussioni. Nella perseverante lotta per difendere la verità, dobbiamo amare il prossimo e perdonarlo, come Gesù e Stefano hanno insegnato a Paolo.
Un brano evangelico come questo può sembrare non consono al periodo liturgico che stiamo vivendo: perché rovinare l’atmosfera natalizia, piena di gaudio e di commozione, con parole così dure e oscure? Eppure, non ci si deve scandalizzare: sin dai primi mesi della sua vita, Gesù è riconosciuto come segno di contraddizione. Questo significa che tanti vivranno per lui e per il suo mes- saggio d’amore, ma altrettanti lo rifiuteranno e lo ostacoleranno in tutti i modi. Se questa è la sorte che gli è stata riservata, tanto più sarà riservata anche ai suoi discepoli. Eppure, non si deve avere paura, le parole di Gesù sono un invito alla speranza: lo SpiritoSanto assiste tutti coloro che sono perseguitati a causa del nome del Signore ed egli non manca di aiutare proprio coloro che gli danno testimonianza di nanzi agli uomini.

