Commento al Vangelo del giorno – 31 Luglio – Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua

Il Vangelo di oggi: Mt 13,54-58

gesu-falegnameIn quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

Commento al Vangelo di oggi: Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua

Nel Vangelo di oggi si riporta il nome della madre di Gesù: Maria. Gli abitanti della sua città ne richiamano il nome per polemizzare con lui, quasi a dirgli: «Tu sei come uno di noi, chi pretendi di essere?». Erano incapaci di scorgere nella normalità di una persona la presenza di Dio. Esultare veramente in Dio significa riconoscerne la presenza nella nostra vita di tutti i giorni, egli è la vera forza che ci sostiene nei nostri impegni ordinari.

La gente si scandalizza di Gesù: non è forse il figlio del buon Giuseppe? In casa molti hanno dei manufatti della bottega artigiana di suo padre: un baule, uno sgabello, un tavolo… Cosa gli viene in mente ora di fare il profeta? Da quando si è trasferito a Cafarnao si è montato la testa! I suoi concittadini sono perplessi: Gesù non ha la stoffa per fare il predicatore, non ha studiato da rabbino e non proviene da una famiglia sacerdotale, e allora? Gesù è amareggiato da tanta incomprensione, è ferito da tanta resistenza mentale e non riesce a compiere alcun gesto profetico. Quanto è vero! Ancora noi, oggi, filtriamo le parole di chi ci parla di Dio con il severo giudizio della coerenza. Spesso restiamo bloccati da chi proclama la Parola, senza ascoltare cosa ci sta veramente dicendo… Possiamo essere gretti e goffi nel rifiutare la voce del Signore che ci giunge attraverso l’opera della Chiesa, quasi sempre fragile e poco convincente. Eppure il Signore sceglie di consegnarsi alle nostre fragili parole, di lasciare che la Parola sia proclamata dalle nostre voci talvolta stonate. Non commettiamo gli stessi errori e accogliamo sempre Gesù nelle vesti in cui si presenta, anche se sono dimesse…