Vangelo di oggi

Commento al Vangelo del giorno: Lunedì 23 Maggio – Accogliere la Parola

Il Vangelo di oggi: Gv 15,26- 16,4a

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio. Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l’ho detto».

Contemplo:

Il Dio incerto:
Non vi è alcun argomento definitivo e sicuro che renda certa la sua parola. Se così fosse non vi sarebbe motivo per disperare, ma neppure stimolo per sperare. Ciò di cui noi abbiamo bisogno è un atto di fede che non sia prodotto da un altro atto di fede, che sia origine della nostra avventura: un dono dall’Alto. Dio ci coinvolge, restando l’ineffabile, l’inenarrabile. Perciò possiamo parlare di Dio incerto. Solo perché viviamo nell’incertezza siamo uomini, sempre superiori alle macchine per quanto potenti esse siano. Ed è solo il Dio incerto, che ci consente di liberarci dei falsi dèi i quali hanno sempre dato in cambio di nostre speranze solo illusioni, che può rendere sicura la nostra speranza.

Commento al Vangelo del giorno:

…e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio. Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi…”

“E il Signore le aprì il cuore.” Non è sufficiente essere credenti in Dio, è necessario accogliere dentro di noi la Parola e lasciare che questa trasformi la nostra vita. La fede non è un’adesione puramente intellettuale; è l’incontro con il vivente, è esperienza concreta di Dio nella propria vita, che coinvolge tutto di noi: mente, cuore e corpo. Siamo chiamati a diventare familiari di Dio, a entrare nell’intimità della Trinità, nell’infinito scambio di amore tra il Padre e il Figlio nello Spirito Santo. Allora come Lidia apriamo oggi il nostro cuore alla Parola e spalanchiamo le porte della nostra casa all’accoglienza dell’altro, perché accogliendo l’altro capiti anche a noi, come ad Abramo, di accogliere Dio.

   

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