Commento al Vangelo del giorno: lunedì 10 Ottobre – Anche noi “una generazione malvagia”

Il Vangelo di oggi: Lc 11,29-32

GIONAIn quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone.
Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

Contemplo: Non passare oltre

Anche noi come il sacerdote e il levita possiamo vedere e passare oltre: quando l’identità della fede diventa solo un ripiegamento nel proprio orticello, in una religiosità che si è trasformata in strumento di discriminazione; o, rispettivamente quando il bisogno di giustizia e di servizio diventano una gratificazione immediata che non ha stabilità, continuità, che non coinvolge gli altri….. Anche noi possiamo proseguire sulla nostra strada, scansando la sfida della carità.
Non si tratta di fare la carità, ma di essere uomini e donne nella carità di Dio, che si fermano sulla strada che va da Gerusalemme a Gerico perché hanno percepito, costruito, rinnovato la propria esistenza come una vocazione.

Commento al Vangelo del giorno:

“….Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona…..”
In Gesù non solo la Legge viene portata a compimento, ma anche le profezie e la storia.
Nella tradizione ebraica l’Antico Testamento è diviso in tre grandi gruppi di libri: la Legge, i profeti e tutti gli altri, sia storici che poetici.
Nel Vangelo Gesù cita il re Salomone tanto famoso per la sua sapienza, diventata proverbiale anche per noi.
Ricorda poi il profeta Giona, rimasto tre giorni nel ventre del pesce prima di emergere dal fondo del mare.
Attendere, cercare segni e rivelazioni significa essere anche noi “una generazione malvagia” che non riconosce in Gesù la fonte stessa della sapienza e di una vita così dirompente da vincere, nell’amore, non solo la profondità del mare, ma quell’abisso di male che è la morte.

briciole di vangelo

__________

Ascolta l’audio commento al Vangelo del giorno di don Luciano, scegli tra:

youtube-logo apple podcast logo spreaker