Vangelo di oggi

Commento al Vangelo del giorno: Martedì 14 settembre 2021 –Sotto il velo della passione: il sole della risurrezione

Il Vangelo di oggi: Gv 3,13-17

sperareIn quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».

 

Contemplo:

Misericordia
Manovali di Dio! E una nostra pietra, comunque sbagliata, gli basta. E’ fin troppo che egli faccia posto a una creatura che può usare il piccone contro la sua stessa opera o tenere le mani in tasca mentre tutto l’universo è in travaglio. Non voglio sapere dove e come Dio mette le pietre che gli preparo in questi attimi ch’Egli mi concede e che sono la sola proprietà cui dispongo. Il passato è una moneta già spesa, su cui conviene invocare la misericordia di Dio: il domani può anche non spuntare. L’uomo dispone solo di questo “adesso” che può anche essere l’ultimo. Se è l’ultimo, mi deve servire per decollo: se ha un seguito, devo ricordarmi che si tengono l’un l’altro, e che uno può redimere l’altro, poiché ad ogni “adesso” si è sempre da capo, se noi lo vogliamo.

Commento al Vangelo di oggi:

Oggi la Chiesa celebra l’esaltazione della santa Croce. Fu Eraclio, imperatore d’Oriente, che verso il 624-625 riconquistò la croce rapita dai Persiani e la fece giungere sulla cima del Calvario. La croce è vessillo di gloria e, da quell’epoca in poi, in tutte le chiese ne viene conservato un frammento: sotto il velo del dolore e della passione si dischiude il sole della risurrezione e il paradiso di gloria. Nel brano evangelico odierno troviamo il motivo per cui il Signore annuncia: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato” , mettendo la croce in relazione al palo su cui Mosè innalzò il serpente di bronzo, segno di salvezza. Paolo, dal canto suo, ci ricorda ancora una volta che Cristo umiliò se stesso fino alla morte di croce. Per questo, aggiunge: “Dio l’ha esaltato sopra ogni cosa”. E’ quindi evidente di quale luce risplende la croce di Gesù: prima oggetto di disprezzo, ora per noi motivo di gloria. L’albero del paradiso terrestre portò frutto di morte per Adamo; l’albero della croce ha portato frutti di vita per noi, per tutti gli uomini e per l’intero universo.

 

   

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