Commento al Vangelo del giorno: Sabato 22 Agosto 2020 – La nostra carta d’identità

Grado della Celebrazione: Memoria
Colore liturgico: Bianco
Scheda Agiografica: Beata Vergine Maria Regina



Ascolta la Parola

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».

 

Medita la Parola

Gesù quest’oggi tratteggia il volto del cristiano, ci consegna la nostra carta d’identità. Il cristiano è colui che serve. Coloro che seguono Gesù si devono spogliare delle proprie vesti cingersi il grembiule e servire chi gli sta accanto e tutti i suoi fratelli. L’icona della lavanda dei piedi deve essere sempre davanti ai nostri occhi: Gesù inginocchiato che lava i piedi ai suoi discepoli. Gesù lava i piedi a tutti i suoi amici al di là dei loro meriti: lava i piedi di Pietro che poi lo rinnegherà e quelli di Giuda che lo tradirà. Lo specifico del cristiano, quello che lo distingue da tutti gli altri è servire e lavare i piedi di tutti, non solo di coloro che se lo meritano ma anche a quelli che apparentemente non se lo meritano. E’ quel essere chini sui piedi di tutti che distingue la comunità cristiana da tutte le altre; Gesù sembra dirci parafrasando altri passi del Vangelo: “Se lavate i piedi solo a quelli che se lo meritano cosa fate di straordinario? Anche i pagani fanno così. Il cristiano deve essere chino anche sui piedi di chi gli ha fatto del male, di chi l’ha offeso o è venuto a contesa con lui perché la misericordia e il perdono abbracciano tutti indistintamente. Noi non siamo più bravi degli altri e certamente neanche più buoni, siamo coloro che depongono la veste, si cingono del grembiule e lavano i piedi di tutti. Un grembiule, uno scroscio d’acqua e un catino: questa è la nostra carta d’identità.

 

Contempla

Con Gesù tu hai riacceso una speranza in tutti i poveri della terra. Con Gesù tu hai ridestato la fi­ducia in tutti quelli che volgono verso di te i loro sguardi e il loro cuore. Tu lo sai bene, solo i poveri possono sperare in un mondo nuovo perché in questo mondo non han­no nulla da perdere. Solo i poveri possono accetta­re che questo mondo scompaia con le sue leggi e le sue disuguaglianze per far posto a un mondo nuo­vo di fraternità e di pace. Tu sei il Dio di chi spera, di chi spera contro ogni speranza, di chi spera tenacemente. Tu sei il Dio di coloro che non possono accontentarsi di una vita qualsiasi, né di una terra un po’ aggiustata con qual­che stortura riparata. Tu sei il Dio che progetta cieli nuovi e terra nuo­va, il Dio che si impegna nell’impossibile.