Cuore e sentimenti

1375373620[1]La Parola di Dio

Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che ave­vano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pre­gava così tra sé: «0 Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come que­sto pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo». Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: «0 Dio, abbi pietà di me peccatore». lo vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».

Le parole

“O Dio, abbi pietà di me peccatore!”. Queste semplici parole del pubblicano dovrebbero caratterizzare non solo il percorso di conversione quaresimale, ma l’intera nostra esistenza! Gesù non vuole gesti eclatanti, ma guarda al cuore, ai sentimenti ed alla nostra propen­sione al perdono. Accostiamoci alla preghiera quoti­diana senza l’intima presunzione di essere “giusti”, ma col cuore contrito e l’animo disposto ad amare, co­scienti che il nostro amore nei riguardi di Dio e dei fra­telli non sarà mai sufficiente..