Non di Solo Pane n°701 – 15 Marzo 2015

non di solo paneIl giardino diventa un deserto per l’uomo che si allontana da Dio. E nel deserto della sua libertà senza limiti l’uomo incontra ancora una volta i morsi velenosi del serpente. Dio però non abbandona i suoi figli, e quando si allontanano da lui li segue, pronto ad intervenire al bisogno. Un serpente simbolo di guarigione viene innalzato ogni volta che il veleno affievolisce la vita nell’uomo. Se l’uomo preferisce guardare a terra e stare nel deserto del suo “faccio da me”, Dio si offre al suo sguardo comunque nel solo modo in cui l’uomo lo riconosce: come un serpente. Cristo si è fatto peccato, maledetto, pur di salvare la sua immagine, pur di non lasciar spegnere la vita umana. La condanna non appartiene a Dio, è scelta dell’uomo. Posso non vivere accanto al calore, liberissimo di farlo. Ma ciò comporta il dovermi procurare altro genere di calore, se mi voglio scaldare. Con il rischio di provare il freddo, la fatica, la malattia … la libertà da Dio ha un prezzo di condanna. È da persone poco intelligenti non usufruire di un bene donato, è semplicemente stolto non accogliere quanto di meglio ci sia per non sentirsi debitori. Nell’ambito dell ’amore la parola “debito” non esiste, perché la gratuità è l’unico vocabolario consultabile. E con la parola gratuità esplode la luce: tutto diventa possibilità e occasione. Opere fatte nelle tenebre oppure opere fatte in Dio: i simulacri di fango dal flebile luccichio di pietre false sono giocattoli pericolosi per chiunque; meglio frequentare le aule piene di sole di un discepolato mai finito! Almeno la vita si accresce e la gioia ricolma di bellezza ogni cosa…

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