Domenica delle palme

Quando non accettiamo veramente Gesù quale Figlio di Dio per giustificare le nostre scelte sbagliate, lo rinneghiamo. E lo rinneghiamo per non dover condividere la sua sorte, per non do­ver partecipare alla sua morte. Tutte le volte che non sappiamo rinnegare noi stessi, noi rinneghiamo Gesù. Tutte le volte che vogliamo salvarci dalla croce, noi lo stiamo a guardare da lonta­no e diciamo, in pratica — anche se non con le parole — che non lo conosciamo. Forse questo non ci accade spesso? Se dunque tante volte ci troviamo a rinnegare Gesù, altrettante volte dobbiamo saper piangere amaramente e assumere il pentimento e la conversio­ne come impegno costante di vita: questa è veramente l’unica via alla santità. La santità non è frutto di virtù, ma dono di mi­sericordia per chi si apre ad accoglierla, per chi si pente dal profondo del cuore, nella consapevolezza di essere peccatore. È grazia per noi che il Signore ci faccia vedere il nostro peccato per portarci al pentimento. Ci dà la possibilità di pentirci: questa è la sua misericordia.

(A.M. CÀNOPI, Patì per noi. Passione di Ge­secondo Matteo e «Via Crucis», Casale Monf. 1994, 23s.).