Farsi uno col prossimo

Quando uno piange, dobbiamo piangere con lui. E se ride, godere con lui. E così è divisa la croce e por­tata da molte spalle, e moltiplicata la gioia e parteci­pata da molti cuori.

Farsi uno col prossimo è una via, la via maestra per farsi uno con Dio. Strada maestra perché in questa ca­rità è la fusione dei due primi e principali comandi. Farsi uno col prossimo per amor di Gesù, finché il prossimo, dolcemente ferito dall’amore di Dio in noi, vorrà farsi uno con noi, in un reciproco scambio di aiuti, di ideali, di progetti, di affetti. Fino a stabilire tra i due quegli elementi essenziali perché il Signore possa dire di noi: «Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro». Fino cioè a garantir­ci, per quanto sta in noi, la presenza di Gesù e cam­minare nella vita, sempre, come piccola Chiesa in cam­mino, Chiesa anche quando si sta a casa, a scuola, al­l’officina, al parlamento.

Camminare nella vita come i discepoli di Emmaus con quel Terzo fra noi che dà divino valore a tutto il nostro agire.