Finché l’uomo avrà un cuore

Finché l’uomo avrà un cuore, dovrà parlare di es­so adoperando tale termine. Quindi sempre! Quando con semplicità e saggezza insieme ritornerà dalla mol­teplicità della realtà alla sua origine, parlerà del cuo­re. Ogni volta che concentrerà l’essenza del suo tempo nell’eternità della sua esistenza, dirà ch’egli l’ha na­scosta nel favo del suo cuore. Quando esprimerà se stesso dal suo fondo più intimo, dirà: ti dono il mio cuore. Ogni volta che precipiterà negli abissi oscuri della sua esistenza si sentirà come rinchiuso nella pri­gione del suo cuore. Sempre canterà semplicemente: «Esci, cuore mio, e cerca la gioia!». Sempre glorifi­cherà la grazia che è stata infusa nel suo cuore dallo Spirito Santo. Sempre chi è stato ingiuriato si conso­lerà dicendo che Dio vede il suo cuore. Sempre si spe­rerà che «la stella del mattino alla fine risplenderà nel cuore», sempre saranno chiamati beati i puri di cuo­re, sempre si sentirà orrore del male, che rigurgita da­gli abissi del cuore, sempre si sarà felici di poter con­servare il bene nel cuore, sempre saranno amati colo­ro che possono perdonare di cuore, sempre saremo giudicati se abbiamo amato con tutto il cuore, perché sulle bilance di Dio si pesano solo i cuori.

Karl Rahner

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