Guardare il cielo

 

«Guarda il cielo»: alzare lo sguardo verso Dio. Il primo invito che Dio rivolge ad Abramo e oggi anche a ciascuno di noi, è quello di guar­dare il cielo. Ma che cosa significa per voi.., guardare il cielo? C’è, in­fatti, modo e modo di guardare il cielo: quello di chi è annoiato, di chi è rassegnato e ancora di chi vuole fuggire della realtà. Forse anche a noi qualche volta è capitato di guardare il cielo così, soprattutto in qualche momento di delusione, di tristezza o di pigrizia. L’invito di Dio, naturalmente, non è nulla di tutto ciò, ma vuole ricordarci che nella vita bisogna continuamente alzare lo sguardo per comprendere il senso di quello che viviamo, chiedere un aiuto e pren­dere le giuste decisioni. La fede è il nome che noi dia­mo a questo sguardo verso il cielo. Vi dirò di più. Il cielo che guardiamo non è un cielo lontano ma mol­to vicino. È un cielo che si è aperto fino a toccare la terra attraverso Gesù; proprio Lui ha unito il cielo e la terra in un grande abbraccio. È lui la finestra spalancata che ci permette di contemplare le meraviglie di Dio, che spesso invochiamo dicendo «Padre nostro che sei nei cieli ». Guardare il cielo significa allora non fermarci semplicemente a ciò che vediamo o viviamo ma avere il coraggio di alzare lo sguardo per cercare in questo cielo aperto che tocca la terra, il significato della no­stra vita e l’orientamento del nostro desiderio di felicità.