Hai imparato cosa vuol dire essere uomo

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Signore, facendoti uomo, hai imparato a conoscermi, hai imparato cosa vuol dire essere uomo. Sai cosa significhi alzarti presto al mattino e coricarti tardi la sera. Camminare per le nostre strade, parlarci, guarire i nostri malati. Facendoti uomo hai imparato a conoscermi. Ora sai. “Ora sai cosa vuol dire vivere da mortale su questa terra: sai che cosa sono i vincoli del sangue, sai cos’è l’amicizia, sai cos’è il sonno, sai cos’è lo stancarsi con il lavoro, cos’è potersi lavare quando si è sudati o sporchi, cos’è partecipare a una festa, cos’è pregare il mattino presto fino a vedere il cielo sbiancarsi e nascere il sole, cos’è essere traditi, cos’è aver paura, cos’è essere amati dalla gente, cos’è insegnare, cos’è mangiare o bere, cos’è il dolore, cos’è avere una madre e per ultimo cos’è morire”. Ecco perché penso di amarti. Ecco perché voglio seguirti e lascio le reti, la barca, una casa. Facendoti uomo hai preso i miei, i nostri panni, ed ora io ti sento vicino, vicino, appiccicato alla mia pelle. Non posso lasciarti piccolo, fragile Signore; non posso fare a meno di Te piccolo frammento d’eternità. Voi mi chiederete: “Ma Dio, in Gesù, ha conosciuto proprio tutto di noi?” Certo che no. Non ha conosciuto i miei e i tuoi compromessi, i miei e i tuoi peccati. Ma li ha combattuti. Non con la spada o con il ferro arroventato ma con l’unguento della sua misericordia, con una parola ferma e dolce che conferisce speranza anche al peccatore più lontano dalla sua Grazia. Ecco perché penso di amarlo questo Signore: perché ora comprende, dorme dove io dormo, pone la sua tenda presso la mia dimora, presso questo giaciglio venato di morte ma tanto prezioso ai suoi occhi.

Buon Natale a tutti da don Luciano

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