Il Santo del giorno – 18 Maggio – San Felice da Cantalice

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Nome: San Felice da Cantalice
Titolo: Cappuccino
Ricorrenza: 18 maggio

Felice nacque nel 1513 a Cantalice, da una famiglia povera. Fu mandato come pastorello a casa del nobile Marco Pichi a Città Ducale. Un giorno l’aratro gli passò sul corpo ma si rialzò miracolosamente illeso! Ringraziò il Signore e chiese perdono a tutti dicendo di farsi frate cappuccino.

Fra Felice mendicò per 40 anni con la bisaccia sulle spalle, il pane, l’olio e il vino, lungo le strade di Roma.

Tanto era ciò che riceveva che si pensava che un angelo moltiplicasse i doni ricevuti; molti dei quali venivano dati dal santo frate ai poveri che incontrava lungo la via. E tra la calca della gente che gli impedivano il passo,lui diceva a voce alta: “Fate passare l’asino dei frati!”.

Rispondeva “Deo Gratias” a tutti e i bambini intorno ripetevano a loro volta. Dormiva poco e pregare tanto. Diceva di conoscere solo sei lettere: cinque rosse come le piaghe di Nostro Signore Crocifisso e la lettera bianca della Beatissima Vergine Maria.

Non calzava sandali e quando la pelle si lacerò, lui stesso prese ago e spago e si ricucì le “suole” dei piedi. Si scherniva come un peccatore: “Molto dico e poco fo”. Aggiungeva l’acqua alla minestra per toglierle il sapore oppure la mangiava bollente. Il saio era pieno di toppe, chiamate da lui ”le guarnizioni della livrea di famiglia ”.

Fra Felice costruiva crocette da attaccare ai rosari. Portandole o ricevendo un segno di croce tracciato dal frate molti furono guariti. La sua parola profetica confortava gli animi e le donne in attesa, ma preparava anche alla morte quando questa non era attesa.

Al cardinal Montalto fra Felice disse: “Vorreste esser papa, eh? Lo sarete. Ma siate un buon papa altrimenti sarà meglio per voi rimanere un povero frate. E vi sia raccomandata la mia Religione, cioè quella dell’Ordine dei frati cappuccini” Divenne papa Sisto V ed avviò per fra Felice il processo di canonizzazione.

La vigilia di Natale del 1586 fra Alfonso, vide fra Felice tenere fra le braccia il Bambino Gesù mentre la Vergine Maria assisteva dall’alto. Poi lo sentì esclamare: “Oh, Dio mio, Gesù mio, figlio di Maria, perché vi siete staccato così presto dal vostro povero fra Felice? Perchè mi avete lasciato ancora in questo mondo?”.

Giunsero a Roma tanti frati dell’Ordine per l’elezione del ministro generale. E fra Felice rimase a letto con la febbre alta. Dovette fare l’obbedienza di riposare non più su un sacco di paglia come aveva sempre fatto ma su un materasso di lana. Per tre volte fu tentato dal diavolo per questo. Poi sollevò le braccia e disse: “Vedo la Madre del mio Salvatore!”.

Alle ore 23 nella notte del 18 maggio 1587, due giorni dopo la Pentecoste, fra Felice tornò alla casa del Padre. Il suo corpo fu esposto in chiesa alla folla numerosa che voleva rendergli omaggio.

Per tre anni dalla tomba del santo uscì un liquido chiaro che guarì molti malati. Il 22 maggio 1712 papa Clemente XI elevò fra Felice agli onori dell’altare. La tomba di S.Felice si trova tuttora nella chiesa dell’Immacolata Concezione in via Veneto a Roma.

briciole di vangelo

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