Il Vangelo del giorno – 01 aprile 2015

Il Vangelo di oggi: Mt 26,1425 “Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?

trenta monete di giudaIn quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù. Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua. Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».

 

Commento al Vangelo di oggi:

Noi saziamo la Sete di Gesù adorandolo nel sacramento dell’eucaristia, nell’incontro personale con Lui, faccia a faccia. Rinnovate il vostro zelo per saziare la sua Sete sotto le specie del pane e nelle dolorose sembianze dei più poveri dei poveri. «Voi l’avete fatto a me». Non dividete mai queste parole di Gesù: «Ho sete» e «Voi l’avete fatto a me».

(Madre Teresa di Calcutta)

Dove vuoi che ti prepariamo per mangiare la Pasqua?
Per le nostre comunità cristiane in Mozambico la risposta è abbastanza scontata, con il gruppo di cristiani, papà, mamme, giovani, bambini e bambine che costituiscono la comunità, perché gli avvenimenti importanti si celebrano, si ricordano insieme come famiglia. Agli eventi pasquali ci si prepara con un cammino comunitario che culmina con la Veglia Pasquale che, in molti casi, si protrae per tutta la notte. Quando si ha la possibilità di avere il sacerdote, il battesimo dei catecumeni, che per tre anni si sono preparati a questo momento, rappresenta davvero il punto centrale della celebrazione, la memoria viva del risorgere con Cristo a vita nuova, allora danze, canti di gioia risuonano per tutta la notte insieme alla condivisione del cibo che ogni famiglia prepara, concludendo poi al mattino presto con la celebrazione della Parola che invita tutti ad essere annunciatori della Risurrezione in mezzo ai propri fratelli e sorelle.

(Sr. Eleonora Reboldi – Mozambico)