Il Vangelo del giorno – 11 febbraio 2015

Il Vangelo di oggi – Mc 7, 14-23: sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro.

Gesù-che-parla-alla-gente2In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderloimpuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti. E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

Commento al Vangelo di oggi:

La tradizione ebraica aveva cristallizzato la parola di Dio in un numero infinito di prescrizioni e divieti che avevano offuscato la pienezza della legge: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso» (Mt 22, 37-39). Gesù, nel brano evangelico, ribadisce il primato del cuore e sottolinea che non sono le cose esterne a rendere impura la vita dell’uomo, ma che è dall’interno dell’uomo che nascono le azioni cattive e ogni forma di iniquità. Gesù non è venuto ad abolire la legge ma a portarla a compimento e a sintetizzarla nell’unico ed eterno comandamento: quello dell’amore. L’amore segna l’unica e vera rivoluzione capace di cambiare il cuore dell’uomo, di purificarlo dalle scorie dell’egoismo e di renderlo puro e luminoso. Chi vive nell’amore vive nella verità, nel distacco e riconosce nel volto dell’altro la presenza velata di Dio.

serenitaOsserva con acutezza Giorgio La Pira: «Ora, talvolta, – anzi spesso! – avviene questo: che anche noi cristiani ci attacchiamo a certi valori relativi come se fossero assoluti e non ci accorgiamo che questi valori, che erano considerati come assoluti prima di Cristo, non possono più essere considerati tali dopo che Cristo è venuto. Sotto l’azione fermentatrice – anche se invisibile – dell’amore, essi vengono gradualmente purificati; viene sgretolata la corteccia che nasconde il loro nucleo sostanziale; vengono lentamente, ma immancabilmente, collocati nel loro vero posto nella gerarchia dei valori». I farisei avevano assolutizzato il relativo e ottenebrato i cardini che rendono il rapporto con Dio vero ed autentico. Gesù ristabilisce la giusta gerarchia dei valori ponendo al centro di tutta la legge l’amore verso Dio e verso gli uomini.