Vangelo di oggi

IL VANGELO DEL GIORNO – DOMENICA 26 MARZO

Gv 11, 3-7.17.20-27.33b-45 (forma breve)

Io sono la risurrezione e la vita.

la-resurrezione-del-figlio-della-vedova-di-naimQuando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro.
Marta, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa.
Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà».
Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?».
Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». Gesù si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto.
Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!».
Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra.
Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni».
Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato».
Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare». Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.

Parola del Signore

Contemplo:

Gesù, misericordia del Padre, venuto a incontrare la nostra miseria sulle strade del mondo, nelle piazze di ogni città. Tu dalle braccia infinite sempre aperte a raccogliere chi era perduto, volgiti a noi, nell’impeto della tua pietà.
Noi non vogliamo essere “scribi e farisei”, accusatori dei nostri fratelli, ma spesso ci troviamo a lanciare sugli altri la pietra del nostro peccato.
Gesù, Signore del sovrano silenzio, in mezzo al tumulto delle nostre passioni rendici capaci di tacere davanti a te mentre, nuda e piena di vergogna, l’anima nostra si confessa semplicemente lasciandosi guardare dai tuoi occhi di mite pastore. Chi ci condannerà se tu ci assolvi? Chi ci disprezzerà se tu ci ami? Tu solo rimani con noi, o Innocente, o Puro, o Santo che non puoi vedere il male. Eccoci purificati dal tuo perdono: noi non vogliamo più peccare. Confermaci nella fedeltà dell’amore.

Commento al Vangelo di oggi:

Noi non ringrazieremo mai abbastanza il Signore per il dono della fede che getta una rasserenante luce sul senso della vita e della morte.
Oggi il pensiero della morte è esorcizzato, è rimosso, è annegato in una frenetica e insensata corsa ai divertimenti, che in verità sono stordimenti. Perché?
Perché oggi è proibito pensare!
E’ proibito porsi domande serie.
E il motivo è ovvio: questa società frivola non ha risposte perché, essendosi allontanata dalla fede, ha smarrito il senso della vita e, di conseguenza ha smarrito il senso della morte.
E’ un fatto terribile che ha conseguenze drammatiche e lo vediamo ogni giorno. Il cristianesimo sta all’opposto di questo pensiero.
Gesù, infatti, ha portato nel mondo la più bella notizia sul valore della vita e della morte; Gesù è Colui che ha restituito senso e dignità alla vita e alla morte dell’uomo.
Infatti, Gesù ci ha detto che la vita è un cammino verso l’incontro con Dio che è il proprietario esclusivo  Gioia! E vuole condividerla con noi. E, l’incontro con Dio, Gesù lo descrive come una festa: addirittura come un banchetto nuziale.
Ma per entrare bisogna avere l’abito nuziale , cioè bisogna avere un cuore sintonizzato con il cuore di Dio! E lo scopo della vita è proprio questo: sintonizzare il nostro cuore con i sentimenti del cuore di Dio. Chi vive così non ha più paura della morte. Signore, aumenta la nostra fede! Così diffonderemo tanta luce e tanta serenità intorno a noi. Ce n’è tanto bisogno, soprattutto in questo momento.

   

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