Vangelo di oggi

Il Vangelo del giorno – Giovedì 25 aprile

Vangelo di Marco 16, 15-20

In quel tempo, Gesù apparve agli Undici e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato.
Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

Commento al Vangelo di oggi:

Anche noi che siamo cristiani di vecchia data ci possiamo confondere e scambiare la grazia di Dio con le nostre proiezioni, le sollecitazioni del mondo e i sospetti che qualcuno riesce ad insinuare nell’animo.
Dobbiamo invece essere ben certi della roccia su cui si fonda la nostra sicurezza; siamo fortunati: la grazia di Dio ha un nome, un volto: Gesù Cristo, la vite di cui siamo i tralci, il pastore che ci conduce.
Nella società di oggi, dove l’insicurezza sembra essere il male peggiore, dove ci affanniamo a procedere nella vita cercando di capire dove possiamo aggrapparci, sarebbe più semplice tornare alla fonte.
Abbeverandoci alla sua verità, rafforzati e rinvigoriti da questa unità, possiamo davvero prodigarci per fare il bene nostro ed altrui. Che dovrebbe essere l’unica nostra preoccupazione.

Contemplo:

Don Gilberto Pozzi, parroco dal 1943 al 1945 di Clivio, piccolo centro lombardo in provincia di Varese, fu molto sensibile ai problemi del suo tempo. In stretta collaborazione con il maresciallo Cortile, fece parte di una rete di protezione per ebrei e resistenti antifascisti che in quei luoghi di confine fuggivano dalle persecuzioni dei nazisti.
Soprannominato il “partigiano di Dio”, don Gilberto fu anche arrestato e poi liberato con l’intervento del cardinale Schuster.
In questo giorno in cui ricorre la festa della liberazione e la liturgia festeggia san Marco evangelista, vogliamo ricordare il grande dono che don Gilberto ha fatto di se stesso alla società.
Egli ha proclamato con la sua vita il Vangelo a tutte le persone che ha incontrato, secondo il comando di Cristo: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura ».
La Chiesa però non vive di soli ricordi, ma cammina in compagnia del Risorto! Oggi preghiamo perché l’ardore missionario non sia soffocato dalle nostre paure o dalla nostra pigrizia.
Preghiamo per i missionari, in particolare per coloro che accolgono nel nome di Gesù tutte le persone emarginate e perseguitate dal nostro sistema sociale.

   

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