Vangelo di oggi

Il Vangelo del giorno – giovedì 5 ottobre

 

Lc 10,1-12

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né acca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”.
Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi.
Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”.
Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».

Parola del Signore

Contemplo

Dio si compromette con la sua creatura, si lascia coinvolgere nella vicenda dell’umanità, perché è Amore.
«Di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono», ha cantato Maria, offrendoci così la certezza che Dio è fedele a tutte le generazioni dell’umanità, dal principio alla fine. La sua misericordia è come un mantello che copre e protegge l’immensa carovana, l’immensa processione delle ge­nerazioni in cammino per tornare là dove hanno avuto origine e donde il peccato le ha allontanate. Solo la divina misericordia può sostenerci nel lungo e sofferto viaggio di ritorno. Dio non ci dimentica mai di noi, sa che siamo fragili e deboli; ci vede sporchi di peccato e bisognosi di perdono, ma anche ardenti del desiderio di contem­plare il suo volto.

Commento al Vangelo di oggi

I settantadue discepoli sono inviati da Gesù ad annunciare al mondo la consolazione e la pace; poiché il regno di Dio è vicino. Occorre, però, fare attenzione, il discepolo deve presentarsi povero, fiducioso, affidato solo alla forza di Cristo che lo libera da ogni male. Accogliere il vangelo, la straordinaria opportunità che abbiamo per scoprire che la nostra vita è felice, che c’è un giorno di festa in cui la Parola si srotola come fresca e rigenerante cascata che consola e dona gioia, gioia profonda e vera. E si ha voglia di andare, partire sulle strade
dei cuori umani, poveri delle nostre affannate sicurezze e ricchi solo di quella parola incontrata, mischiata con le nostre lacrime di festa. E sarà pace in quella casa dove si condivide la porzione di Notizia Buona dove si depone il fragile seme della comunione. Così prende casa, stabile e feconda, la Chiesa, comunità dei credenti.

   

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