Vangelo di oggi

Il Vangelo del giorno – venerdì 6 ottobre

Lc 10, 13-16

Ascoltare o rifiutare Gesù è decidere della propria salvezza o condanna. Gesù ci mette in guardia dal disprezzare coloro che parlano nel suo nome, i discepoli, perché disprezzando loro, si disprezza lui stesso e il Padre che lo ha mandato.

In quel tempo, Gesù disse: «Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato».

Contemplo:

Non si può fare nulla di bene a nessuno, se non amandolo e condividendone le sofferenze e le pene; l’amore è la medicina più efficace.

Il Signore, vedendoci miseri, non ha mandato giù dal cielo una pioggia di cose belle e buone per rallegrarci, ma è venuto Lui stesso, ha assunto la nostra fragile natura e ci ha manifestato il suo amore misericordioso morendo per noi.

Questo è il modo con cui anche noi dobbiamo amarci vicendevolmente, mai giudicando gli altri, ma sempre dicendo: « Ha bisogno di essere amato di più»; mai pensando che vi siano momenti, tempi o circostanze in cui non si può o non è giusto amare, mai! Sempre dobbiamo lasciar scaturire l’amore dall’intimo del nostro cuore, perché è lì che il Signore ha messo la fonte dell’amore, di cui Lui è l’inesauribile sorgente.

Commento al Vangelo di oggi:

Disprezzare. Mi colpisce questo verbo; di primo acchito mi dico: è qualcosa che non mi riguarda, io non disprezzo nessuno! Come se di­ sprezzare fosse riducibile al semplice dire o fa­ re qualcosa di brutto che squalifica l’altro.

Ma se guardo il verbo posto nella prima par­ te della frase (ascoltare) e mi accorgo che de­ scrive l’atteggiamento opposto, allora la que­ stione cambia; eccome. Disprezzare parla del mio non ascoltare; della mia fatica a dare valo­ re, prezzo, consistenza all’altro. Il testo mi dice di più: dove risiede il valore di chi ho accanto se non in quella bellezza, in quel pezzettino di Dio che lo abita?

Allora disprezzare un fratello significa non accorgermi di quel Dio che lo abita. Ed è un peccato grande, perché quel Dio, forse, ha da dire qualcosa proprio a me.

   

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