Vangelo di oggi

IL VANGELO DEL GIORNO – giovedì 6 LUGLIO

Mt 9,1-8 Resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.

In quel tempo, salito su una barca, Gesù passò all’altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portavano un paralitico disteso su un letto. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati». Allora alcuni scribi dissero fra sé: «Costui bestemmia». Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: «Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che cosa infatti è più facile: dire “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ma, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati: Àlzati – disse allora al paralitico –, prendi il tuo letto e va’ a casa tua». Ed egli si alzò e andò a casa sua. Le folle, vedendo questo, furono prese da timore e resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.

Parola del Signore

Contemplo

Vergine Santa, tu hai conosciuto come nessun’altra creatura al mondo, l’ora buia in cui Dio mette alla prova per saggiare la fede come oro nel crogiolo. Tu, ritta sul monte del sacrificio, hai consumato generosamente l’offerta del tuo Figlio, il vero Isacco, immolato per noi sulla croce. Lì hai pronunciato tacitamente il tuo nuovo, impossibile si, divenendo madre di tutti i credenti. Accompagnaci nell’ora della prova, perché non dubitiamo che Dio è fedele ed è capace di dare vita anche ai morti. La gioia della risurrezione che tu hai gustato dopo la tragedia del venerdì santo sia per noi pegno e certezza del grande sorriso che contempleremo sul volto del Padre quando l’obbedienza di fede ci avrà pienamente conformati al vero agnello offerto, Gesù tuo Figlio e nostro Signore.

Commento al Vangelo di oggi

Gesù rivela il vero volto di Dio che è essenzialmente misericordioso. Tutto sta a confermare che dove è lui, là vive, parla, agisce e perdona Dio. E’ precisamente di fronte a questo generoso perdono di Dio che l’uomo è aiutato a riconoscere i propri peccati. Più egli fa l’esperienza della divina misericordia e più apre gli occhi sulla propria miseria. L’esperienza della misericordia precede la scoperta del peccato. Dunque ritrovare Dio è ritrovare se stesso; come “Il prodigo” che, tornando a casa dal padre, ha fatto ritorno anche alla verità di se stesso. Il ritorno e l’incontro sono possibili se l’uomo risponde all’iniziativa divina. Devono darsi appuntamento la misericordia e la miseria, il dono divino e l’accoglienza umana, il perdono e la coscienza di aver bisogno di essere perdonato. Sul fondamento di un umile sentire di sé poggia la certezza di essere anche sincero con se stesso, riconoscendo i propri limiti e la propria miseria. Si tratta di intraprendere il più difficile dei viaggi: quello dentro di sé; raggiungersi nei penetrali più profondi per conoscersi quale si è.

   

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