Vangelo di oggi

Il Vangelo del giorno – Martedì 13 febbraio

Vangelo di Marco 8, 14-21

In quel tempo, i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. Allora Gesù li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane. Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cin­que pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». E disse loro: «Non comprendete ancora?»

Contemplo:

La storia della salvezza non è segnata solo dalle ripetute chiamate di Dio, ma anche dai ripetuti rifiuti da parte dell’uomo di accogliere la via della vita. Lo stesso Verbo di Dio, ci ricorda l’evangelista Giovanni, « venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto» (Gv 1,11). Gesù, nel Vangelo di Giovanni, indica la radice profonda del rifiuto, dell’incredulità, e lo fa servendosi di un linguaggio duro, che richiede di essere decifrato: «lo dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro! […] Chi è da Dio ascolta le parole di Dio: per questo voi non le ascoltate, perché non siete da Dio» (Gv8,38.47). La radice della fede biblica sta nell’ascolto, attività vitale, ma anche esigente. Perché ascoltare significa lasciarsi trasformare, a poco a poco, fino a essere condotti su strade spesso diverse da quelle che avremmo potuto immaginare chiudendoci in noi stessi. Le vie che Gesù indica sono segnate dalla bellezza, perché bella è la vita di comunione, bello lo scambio dei doni e della misericordia; ma sono vie impegnative. Di qui la tentazione di non aprirgli la porta, di lasciarlo fuori dalla nostra esistenza reale. La storia del peccato, infatti, è sempre radicata nella storia del non ascolto. Anche se, va detto con forza, nessuno di noi può giudicare l’ascolto degli altri, neppure di coloro che si dichiarano lontani dalla fede.

Commento al Vangelo di oggi:

Gesù ha appena moltiplicato i pani, distri­buendoli attraverso i discepoli, che ora si preoccupano per aver dimenticato il pane. Mancano di memoria e di fiducia lasciandosi prendere dalla paura.
Gesù li rimprovera per la mancanza di fede e di comprensione dell’esperienza di vita con lui; la fiducia nella provvidenza invece dona gioia e speranza, guarisce dalle paure, rende capaci di vedere i miracoli dell’amore di Dio nel quotidiano.
L’ansia per il domani, il porre la fiducia nei beni di questo mondo, sono atteggiamenti che allontanano da Dio, che non tenta mai ma soc­ corre nella prova. La lotta quotidiana contro il male è sorretta dalla fede in Dio.
Lo Spirito vince la sfiducia mostrandoci il bene presente anche nella malattia, nelle prove, nella povertà, con la pace di Dio.

   

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