Vangelo di oggi

Il Vangelo del giorno – Martedì 9 aprile

Vangelo di Giovanni 3, 7-15

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito». Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?».
Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro di Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza.
Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo.
E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».

Commento al Vangelo di oggi:

Un cuore solo, un’anima sola: che sensazione meravigliosa! Qualche volta la proviamo anche noi in mezzo a tanta gente; invece di sentirci perduti, ci rendiamo conto di questa appartenenza profonda.
Ma c’è una condizione: che tutti vivano la fede. Questa dimensione comunitaria non è solo frutto di uno sforzo personale: è un dono che a volte si realizza, a volte no. Ma solo il fatto che possa accadere deve sostenerci e riempirci di speranza e di responsabilità.
Affinché ogni giorno facciamo tutto ciò che è in nostro potere perché questo miracolo si realizzi, aspettando con pazienza la fede di chi ci è vicino e coltivando con decisione la nostra.
Anche Dio non si perde d’animo quando ci vede dispersi nei nostri egoismi e nei nostri tentennamenti; ma quando ci vede felici nell’unità, sorride.

Contemplo:

Chi è chiamato a dare testimonianza della Risurrezione di Cristo deve lui stesso, in prima persona, “nascere dall’alto” (cfr Gv 3,7). Altrimenti si finisce per diventare come Nicodemo che, pur essendo maestro in Israele, non capiva le parole di Gesù quando diceva che per «vedere il regno di Dio» bisogna «nascere dall’alto», nascere «da acqua e Spirito» (cfr vv. 3- 5).
Nicodemo non capiva la logica di Dio, che è la logica della grazia, della misericordia, per cui chi diventa piccolo è grande, chi diventa ultimo è primo, chi si riconosce malato viene guarito. Questo significa lasciare veramente il primato al Padre, a Gesù e allo Spirito Santo nella nostra vita. Signore morto e risorto è la forza che crea la comunione nella Chiesa e, tramite la Chiesa, nell’intera umanità. Lo disse Gesù prima della Passione: «Io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me» (Gv 12,32).
Questa forza di comunione si è manifestata fin dall’inizio nella comunità di Gerusalemme dove – come attesta il Libro degli Atti – «la moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola» (4,32).
Era una comunione che si faceva condivisione concreta dei beni, per cui «tutto era fra loro comune» (v. ibid.) e «nessuno tra loro era bisognoso» (v. 34).
Ma questo stile di vita della comunità era anche “contagioso” verso l’esterno: la presenza viva del Signore Risorto produce una forza di attrazione che, attraverso la testimonianza della Chiesa e attraverso le diverse forme di annuncio della Buona Notizia, tende a raggiungere tutti, nessuno escluso.

   

il Podcast di don Luciano