Vangelo di oggi

Il Vangelo del giorno – Sabato 27 gennaio

Vangelo di Marco, 4, 35-41

In quel medesimo giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!».
Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

Parola del Signore

Commento

Quante paure oscurano la nostra visuale! Basta una parola non opportuna, un pensiero non buono e subito il nostro animo sembra diventare un mare in tempesta. La fede, però, è il vero antidoto che ci difende da ogni forma di timore e apre il nostro sguardo sull’orizzonte della speranza. Se guardiamo alle situazioni che ci troviamo a vivere nella nostra vita ci rendiamo conto che, a volte, non basta far salire il Signore sulla barca della nostra esistenza; non basta lasciargli lo spazio della poppa, dove ci sono i comandi, e non è sufficiente neppure sapere che lui c’è sempre anche se dorme. In alcuni momenti c’è bisogno di svegliarlo, gridargli il nostro dolore, le nostre preoccupazioni, le nostre tempeste, le nostre paure e poi tacere, stare ad ascoltare.
A volte non basta neanche questo: bisogna mollare la presa, lasciare il timone che teniamo stretto e consegnarlo a lui. Bisogna arrivare fino a lì: aprire le mani e consegnare la nostra vita al Signore. Chiediamo al Signore Gesù la grazia di perseverare nella fede, seppur in mezzo alle tenebre del nostro cuore, perché non si spenga in noi la fiamma del suo amore che ci tiene vivi, con gli occhi liberi da ogni suggestione del male.

   

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