La chiesa degli eretici

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Papa Francesco, all’udienza generale di Mercoledì 2 ottobre, ha messo in guardia la Chiesa da una tentazione antica ma sempre nuova, anzi, a mio modesto parere, di estrema attualità: “C’è stata nella storia la tentazione di alcuni che affermavano: la Chiesa è solo la Chiesa dei puri, di quelli che sono totalmente coerenti, e gli altri vanno allontanati”. La lusinga di separare i buoni dai cattivi, i vicini dai lontani serpeggia in tante comunità cristiane, anima di “sacro zelo” tanti cristiani che hanno perso il contatto con la realtà, forse anche con il loro stesso cuore. Tale posizione viene bollata, dal Sommo Pontefice, come eretica: “Questo non è vero! Questa è un’eresia! La Chiesa, che è santa, non rifiuta i peccatori; non rifiuta tutti noi; non rifiuta perché chiama tutti, li accoglie, è aperta anche ai più lontani, chiama tutti a lasciarsi avvolgere dalla misericordia, dalla tenerezza e dal perdono del Padre, che offre a tutti la possibilità di incontrarlo, di camminare verso la santità”. La Chiesa è Santa perché tale la rende il suo Signore, perché costantemente resa feconda da Colui che in ogni epoca, meglio, ogni giorno, la redime, la rende capace di generare nella fede, di santificare, attraverso i Sacramenti, tutti coloro che Dio incessantemente chiama ad una vita nuova, ad una continua conversione. La Chiesa è Santa proprio perché è aperta ai peccatori, è chiamata ad essere nel mondo segno della misericordia  del Padre. Sant’Ambrogio nella sua meditazione su Rahab, la donna di Gerico di cui parla il libro di Giosuè, definisce la Chiesa “casta meretrix” cioè “casta meretrice”. E’ una definizione molto importante per capire la santità della Chiesa, di questa sua indole che la chiama ad essere madre di tutti i figli avvolti nelle tenebre del peccato.  Per Ambrogio, quindi, la prostituta di Gerico diventa “simbolo”, meglio “tipo” della Chiesa. A proposito di questo concetto il Card. Giacomo Biffi  usa parole assai efficaci:   «La condiscendenza con cui la Chiesa dischiude la sua porta a tutti, come fanno le donne di costumi troppo facili, non solo non comporta in lei niente di riprovevole, ma indica addirittura fedeltà alla propria missione (e quindi al suo Sposo che gliel’ha assegnata)». E  ancora: «La Chiesa può essere simbolicamente ravvisata nella donna di Gerico, soltanto perché non si rifiuta di unirsi alla moltitudine dei «fuggiaschi», cioè di quanti – dispersi e disorientati nella città mondana – cercano presso di lei riparo dalla perdizione. Tutti li accoglie per tutti salvarli». Una comunità cristiana elitaria, di pochi ma buoni, tradisce se stessa, il suo mandato, il suo Signore. Rischia di diventare una chiesa di eretici.

don Luciano Vitton Mea

luciano.vitton.mea@alice.it