La tua tenerezza è come quella di un’aquila

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«Come un’aquila che veglia la sua nidiata, che vola sopra i suoi nati, egli spiegò le ali e lo prese, lo sollevò sulle sue ali» (Dt 32,11).

PER MEDITARE

La metafora di Dio-Aquila ci rinvia a un Dio che veglia sui suoi figli, come fa un’aquila con i suoi aquilotti! Lungo tutta la storia biblica, il Signore non manca mai di prendersi cura del suo popolo, donandogli protezione e procurandogli tutto ciò di cui ha bisogno. Israele ha sperimen­tato di continuo questo rifugio forte e amorevole di Dio, quando egli ha liberato il suo popolo dalla schiavitù d’Egitto e lo ha condotto verso la terra promessa, portandolo con braccio disteso e potente come su ali d’aquila. Tutti noi, nuovo Israele di Dio, siamo chiamati a fare la medesi­ma esperienza liberante, sentendoci portati dal Signore come su ali d’aquila e avvolti dalla sua infinita tenerezza amante. Un braccio, quello del Signore, che ci emancipa da noi stessi e dai nostri egoismi e ci rende capaci di volare alto, verso il progetto di Dio sulle nostre vite. E tale è la nostra certezza: il nostro non sarà mai un volo solitario, noi siamo compagni di volo dell’Altissimo e tali vogliamo sentirci. Dio-Padre-Madre, Dio-Pastore, intende condurci in alto e accompagnarci nel nostro volo, come fa un’aquila con i suoi piccoli. Grazie a Dio-Aquila, possiamo at-traversare i cieli più belli della nostra esistenza e raggiungere le più alte vette della santità.