L’angolo della spiritualità – Con l’umiltà dell’amore
Quando si dice che non si può vedere Dio sulla terra se non attraverso le lacrime, non si fa della religione un dolorismo, perché le lacrime non sono segno di dolore e ancor meno di una tristezza raggrinzente, ma sono segno di un’entrata nella verità «che fa liberi », che dà gioia, pace, serenità, semplicità, perché è umiltà.
Le lacrime sono una beatitudine che si unisce a quella dei poveri, degli umili, dei miti, ma anche a quella dei misericordiosi e di quanti vivono la vera compassione, avendo un cuor solo con i sofferenti. Esse sono soprattutto segno d’autenticità di vita di quanti accettano la propria piccolezza di fronte alle grandi esigenze del mondo, alla durezza della vita, all’impossibilità di esprimere quel fuoco che divora «dentro », al dolore di un amore che non può darsi totalmente.
Nelle lacrime diciamo sempre la nostra piccolezza; talvolta accettata, e sono lacrime di pace; talvolta rifiutata, e sono lacrime fredde, dure, che corrodono (…). Per questo esse sono allora anche segno della presenza dello Spirito santo e manifestazione del suo dono; ci fanno conoscere Dio non con la potenza dell’intelligenza, ma con l’umiltà dell’amore.
Cesare Falletti

