L’attesa, ovvero la pienezza del desiderio

preghiera sabato santoQuando con i miei scout andavo in route l’atteggiamento più difficile da condividere era quello dell’attesa. E’ difficile aspettare chi ha un passo più lento del tuo, dare la mano a chi si sente schiacciato dal peso del proprio zaino, sedersi sul ciglio del sentiero ed attendere chi si è attardato ai bordi di una piccola fonte. E’ più facile condividere un tozzo di pane o un goccio d’acqua da una borraccia intiepidita dalla calura che attendere “chi non ha il tuo stesso passo”. Conosco donne che hanno atteso per tutta la vita il loro primo amore disperso nella steppa gelida della Russia; mamme, come Santa Monica, che hanno atteso per anni la conversione o il cambiamento di un loro figliolo. Le donne sanno attendere perché generare è attesa. L’Avvento è una grande attesa, l’attesa di una visita, di un Dio che vuole essere concepito e poi venire alla luce nella miseria e nella povertà della nostra vita. L’attesa cristiana non è una perdita di tempo ma dare pienezza al desiderio che Dio ha deposto dentro di noi.
Ci ricorda H.J.M. NOUWEN: «Attendere è un atteggiamento enormemente radicale verso la vita. È avere fiducia che ci accadrà qualcosa che è molto al di là della nostra immaginazione. È abbandonare il controllo del nostro futuro e lasciare che sia Dio a determinare la nostra vita. È vivere con la convinzione che Dio ci plasma secondo l’amore di Dio e non secondo la nostra paura. La vita spirituale è una vita in cui noi aspettiamo, stiamo in attesa, attivamente presenti al momento, aspettando che cose nuove ci accadano, cose nuove che sono molto al di là della nostra stessa immaginazione o previsione. Questo, certamente, è un atteggiamento molto radicale verso la vita in un mondo preoccupato di controllare gli eventi».

(don Luciano)