LE BRICIOLE DEL BANCHETTO

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Sotto l’azzurro fitto del cielo qualche uccello di mare se ne va; né sosta mai: perché tutte le immagini portano scritto «più in là»! (E. Montale)

 

LE BRICIOLE DEL BANCHETTO

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 Per quanto siano splendidi, sole cielo e nuvole, per quanto verdi le foglie e i campi, per quanto soave il canto degli uccelli, noi sappiamo che non sono il tutto e non vogliamo prendere una parte per l’intero. Tutto ciò procede da un centro di bontà che è Dio stesso ma non è la sua pienezza; tutto ciò parla a noi del cielo, ma non è il cielo: non sono che raggi parziali e deboli immagini di Dio, non sono che briciole del banchetto. Noi aspettiamo l’avvento del giorno di Dio, quando tutto questo mondo esteriore, per quanto bello, perirà, e i cieli saranno arsi e la terra svanirà. Possiamo sopportarne la perdita perché sappiamo che essa non sarà che la rimozione del velo e la spiegazione del mistero. Sappiamo che la scomparsa del mondo visibile sarà la manifestazione del mondo invisibile. Sappiamo che quanto vediamo è soltanto un velo che ci nasconde Dio e il suo Cristo, i suoi santi e i suoi angeli (John Henry Newman).

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