Le lami taglienti dell’ira

Il giullare

«Nulla trae profitto dall’essere rimandato tranne la collera». Publilius Syrus

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Non si è mai abbastanza attenti: le parole, quando sono affilate dalla collera, possono ferire profonda­mente. La collera è un moto impulsivo non controlla­to. « Uscire dai gangheri » significa non appartenersi più, è sempre imbarazzante non avere il controllo di se stessi.  In questi momenti esplosivi dobbiamo saper smor­zare i toni della voce e ritrovare la tranquillità al più presto. In effetti le parole pronunciate quando si è «fuori di sé» ci allontanano non soltanto da noi stes­si ma anche dagli altri e dovremo sempre dispiacerci delle parole che, come si dice, passano il limite e che non avremmo dovuto pronunciare. L’uomo saggio è colui che è «lento alla collera e pieno d’amore«. Cerchiamo di seguire il suo esem­pio. E ricordiamoci questo consiglio di MengTse, un saggio cinese: « Non arrabbiarti. Potresti bruciare in un minuto la legna accatastata in giorni e giorni ».

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