L’uomo nuovo
Cinquanta giorni dopo la Pasqua gli Apostoli ricevono il dono dello Spirito Santo, il dono della testimonianza, della capacità di essere dei cristiani credibili, amici veri e autentici del Signore. Avevano vissuto tre anni con Gesù, avevano ascoltato la sua Parola, visto i suoi miracoli, incontrato il Cristo risorto e asceso al cielo; ma ancora dubitavano, avevano paura. Solo la discesa dello Spirito Santo li fa uscire dal cenacolo, li rende testimoni di una trasformazione interiore che non può essere misurata con i criteri di questo mondo. Lo Spirito Santo trasforma la vita del cristiano, compie il miracolo più grande: la capacità di cambiare, di convertirsi. Dice San Cirillo di Gerusalemme: “Alla stregua di un legno secco, che emette germogli se imbevuto di acqua, così avviene all’anima peccatrice, divenuta degna dello Spirito Santo attraverso la penitenza: produce grappoli di giustizia. Pur essendo uno solo, al cenno di Dio e nel nome di Cristo, lo Spirito Santo suscita le varie virtù. Di uno si serve per comunicare la sapienza; di un altro illumina la mente con la profezia; a un altro ancora conferisce la potestà di scacciare i demoni, e a un quarto dà il potere di interpretare le Scritture. Di uno corrobora la temperanza (o la castità), a un altro insegna quanto conviene alla carità (ovvero all’elemosina); a un terzo, il digiuno e gli esercizi della vita ascetica; a un quarto ispira il disprezzo delle cose corporali; a un ultimo, infine, insegna a prepararsi al martirio. Differente negli altri, egli è sempre identico a se stesso […]”. Tutto questo avviene nel silenzio, attraverso l’ordinario scorrere del quotidiano. Lo Spirito santo si serve di poco, di gesti di per se banali: “E nella mattina di Pasqua, nella mattina della Pentecoste meglio, abbiamo un fatto nuovo, il fatto nuovo che si presenta misteriosamente, come si presenta misteriosamente un sacramento: il battesimo, un po’ d’acqua e poche parole; la cresima, un pochino di olio benedetto dal vescovo e poche parole, perché, come vi dicevo un’altra volta, le grandi cose si fanno con dei gesti umili e con delle parole brevi” (don Primo Mazzolari) . L’uomo nuovo, rivestito dai doni dello Spirito Santo è l’uomo che fa grandi cose con dei gesti umili e con delle parole brevi.
don Luciano

