Nel cuore del povero

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Nel cuore del povero c’è un mistero. Gesù dice che tutto quello che si fa all’affamato, a chi ha sete, è nu­do, malato, in prigione, straniero, è a Lui che lo si fa: «Tutto quello che fai al più insignificante dei miei fra­telli, è a me che lo fai». Il povero, nella sua insicurez­za totale, nella sua angoscia e nel suo abbandono, s’identifica con Gesù. Nella sua povertà radicale, nel­la sua ferita evidente, si trova celato il mistero della presenza di Dio. Chi è senza sicurezza e angosciato ha certo bisogno di pane ma, attraverso questo pane, ha soprattutto bi­sogno di una presenza, di un altro cuore umano che gli dica: «Abbi coraggio; tu sei importante ai miei oc­chi e io ti amo; tu hai un valore; c’è una speranza». Egli ha bisogno di una presenza che gli riveli la mi­sericordia di Dio, Dio che è un Padre che ama e dà la vita. Tra Gesù e il povero c’è un’alleanza. Questo miste­ro è grande.

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Jean Vanier

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